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refactoring 2.0

03 mar

Il refactoring del codice è un cambiamento che ne aumenta la leggibilità senza cambiarne il funzionamento. Fare refactoring è importantissimo, Michael C. Feathers dice: “Remember, code is your house, you have to live in it.”

Per chi come me vuole imparare a farlo meglio può essere utile http://refactormycode.com/, un sito in cui è possibile pubblicare (un estratto di) codice in tantissimi linguaggi diversi e chiedere aiuto per farne il refactoring.

Molto agile, molto 2.0 :-)

 
5 Comments

Posted in geek

 

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  1. kr1zz

    3 marzo 2008 at 11:18

    Giusto per contraddirmi un attimo… ;-)

     
  2. Edoardo

    4 marzo 2008 at 00:24

    il refactoring è un po’ come la potatura di piante e arbusti. Ha una funzione di pulizia di parti di codice non più utili o scritte in maniera poco efficiente. E’ un po’ come ripulire il fondo di un ruscello perchè possa scorrere meglio.
    Nella realtà di tutti i giorni, o quantomeno nella realtà professionale che ho conosciuto fino ad ora, il refactoring esplicito non è molto gradito proprio perchè non aggiunge nuove funzionalità e non risolve bachi e può essere fonte di nuovi bachi o malfunzionamenti. Inoltre il realizzarlo esplicitamente richiede Quindi non giustifica l’impiego di tempo. Viene quindi tipicamente realizzato nel tempo dedicato a queste pratiche: implementazione di nuove funzionalità o risoluzione di bachi. Andando contro a certe direttive che richiedono di non toccare codice che funziona.
    E’ comunque un’attività affascinante :-)

     
    • kr1zz

      4 marzo 2008 at 10:03

      Beh…affascinante per noi nerd ;-)
      In effetti almeno quando si sistemano dei bachi o si aggiungono feature il refactoring può diventare indispensabile: ci sono modi codificati per farlo e voglio impararli bene. In questo senso il libro che sto leggendo, Working effectively with legacy code è una miniera di tecniche e di casi tipici, fichissimo.

       
  3. Edoardo

    4 marzo 2008 at 11:47

    .. non era un’affermazione polemica. Il refactoring del codice così come una attenta analisi e progettazione del codice sono per me la parte affascinante del lavoro dell’analista programmatore.
    Mi piacerebbe assai poter dare un’occhiata al libro che stai leggendo. E visto che le nostre foto segnaletiche sono apparse sulla stampa locale, si potrebbe organizzare un meeting (dio, come suona bene questa parola!) .. :-)

     
    • kr1zz

      4 marzo 2008 at 14:47

      Per un meeting sono disponibile, anzi interessato. Sentiamoci, sono sempre bravo a prendermi più impegni di quelli che riesco a gestire. Il libro poi magari te lo presto, però se ti fa piacere discutere di questi argomenti ti segnalo (magari per te non è una novità) il sito e la mailing list dell’eXtreme Programming User Group di Genova.