Sulle prime, quando sento la necessità di cambiare punto di vista – e a volte diventa un bisogno impellente – mi scoraggio un po’, mi sembra sempre un’impresa difficile, soprattutto se riguarda le mie convinzioni, e impiego una vita a decidermi. Poi però mi ricordo degli strumenti che negli anni ho accumulato e vado in soffitta a recuperarli: funzionano sempre, basta dar loro una spolverata.
Nella mia cassetta degli attrezzi ci sono:
- gli amici: quelli affidabili non esitano a pensarla in maniera opposta alla mia e a dirmi cose che mi fanno male;
- la disponibilità a mettermi in discussione: a volte mi accorgo di essere in errore, di sbagliare, anche se certe convinzioni sono dure da smantellare. È tremendo e bellissimo quando riesco a capirlo;
- il cambio di contesto: non significa viaggiare o smettere di vedere qualcuno, è piuttosto un cambio di abitudini, anche temporaneo;
- gli oracoli: mi ascoltano e poi mi danno indizi, solitamente in un linguaggio che non comprendo alla prima. Ho i miei oracoli di riferimento ma a volte ne devo trovare di nuovi (e quasi sempre sono donne).
E nella vostra cassetta che attrezzi ci sono?
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