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diario inatteso

14 lug

Sulla mia scrivania c’è di tutto. Ho bisogno di carta per scrivere e tiro un lembo di un foglio a quadretti per estrarlo dal cumulo. Cade di tutto, una nuvola di bigliettini si libera nell’aria e io vengo catapultato cinque anni indietro nel tempo: attaccato al foglio c’è un quaderno che nell’estate 2003 è stato il diario di un viaggio in Kosovo.

Accidenti, mi gira quasi la testa.

la colazione dei volontari

Raccolgo i bigliettini, inizio da quelli: sono fogli ripiegati di vario tipo, alcuni contengono solo numeri di telefono di persone che non chiamerò mai, gli altri invece contengono messaggi personali e tra questi ce ne sono di belli. Non ve li racconto ma ce n’è qualcuno che mi è caro. Tanto.

Accidenti, mi gira la testa.

Mi faccio coraggio: attacco il diario e il viaggio riprende. Ci sono episodi che avevo dimenticato ma le immagini sono così vivide nella mia mente che mi sembra di essere lì. La maggior parte delle pagine è dedicata a Priluzje e al campo di Sprofondo Imperia, a cui in effetti avevo partecipato più come turista che come animatore. Ci sono tante persone nelle pagine: di qualcuno non mi ricordo quasi, di qualcuno sento la mancanza. Tanta :(

foto con un bambino di Priluzje

 

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  • Anonimo

    chissà perchè quando qualcuno ha qualcosa di splendido per le mani lo butta sempre nel cesso in attesa di qualcosa di migliore…tanto poi butterà nel cesso anche quello…per fortuna esistono i ricordi, e per qualcuno anche un po’ di rimorso per le cose nn dette, nn fatte, nn rispettate… nn per tutti però! …e a quanto pare si fanno sempre gli stessi errori!

  • http://www.cristianonattero.com/blog kr1zz

    Non è sempre di una cosa bella che abbiamo bisogno, caro anonimo :-P

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