
Una comunità di zingari è arrivata ieri mattina a San Salvatore, con grande disappunto degli abitanti e dei vigili, impegnati nelle trattative fin da subito. Noi abbiamo fatto una festa lì vicino ma, chissà perché, delle quasi 100 persone che sono venute, il sottoscritto è l’unico che s’è fatto fermare
Un gruppo di ragazzi mi ha invitato a farmi leggere la mano da una signora, tale Lucia. Sulle prime non volevo: non amo sapere troppe cose sul mio futuro e soprattutto non volevo trovarmi in imbarazzanti trattative sul prezzo. Ma la curiosità ha prevalso e così mi sono deciso a togliermi i sandali e ad entrare in quel camper nuovo e pulitissimo.
Lucia è molto brava a cogliere al volo dettagli delle persone e usarli per suggestionarle. Ha iniziato dal mio passato, dicendomi che ho avuto difficoltà, che qualcuno della mia famiglia è stato male, e che ho sofferto per amore. Le ho fatto notare che mi stava dicendo cose che si adattano a tutti e allora lei ha negato e per dimostrarmelo mi ha detto che ho sofferto dopo essere stato lasciato da una donna il cui nome inizia con la G.
Ho sentito un po’ freddo.
Insomma, ci stavo quasi credendo, ma la precisione delle sue visioni è calata quando è passata a parlare del presente. È arrivata a dirmi che mi piace lavorare tanto!
Riguardo al futuro mi ha predetto la data e il modo della mia morte e mi ha chiesto se avevo tre desideri importanti. Io sì li che avevo ma ho voluto proteggerli e ne è nata una discussione, lei avrebbe preferito che mi fossi fidato e glieli avessi detti. Mi ha comunque detto che uno si avvererà. Non male, no?
Alla fine la zingara mi ha detto che da anni sulla mia famiglia grava una maledizione e mi ha proposto di darmi un portafortuna.
“Ti ringrazio ma non ci credo”, le ho detto.
“Lo so che non ci credi e infatti non volevo nemmeno offrirtelo. Va bene, dammi venti euro per la lettura della mano” mi ha risposto.
Io lo sapevo che saremmo finiti lì, aspettavo quel momento: in un attimo ci siamo ritrovati in una trattativa in cui Lucia ha sfoggiato un’abilità da far invidia ai venditori del Folletto.
Ha iniziato col farmi sentire la necessità di pagare per avere protezione, poi ha provato a farmi sentire in colpa, secondo lei avrei dovuto dirlo prima che non volevo pagare; poi è arrivata quasi a minacciarmi di farmi il malocchio, ma ha visto che non riusciva a suggestionarmi ed è scesa in trattative: 10€, 5€. Le ho detto che le avrei dato al massimo un euro per quei pochi minuti e lei ha finto di offendersi, è uscita e mi ha invitato a seguitla e mi ha detto di darlo ai bambini.

A quel punto una nuvola di bambini – con occhi bellissimi – è spuntata da chissà dove e mi ha attorniato. In realtà non arrivavo neppure a un euro ma le monete erano un po’ e i bimbi se le sono divise, per poi sparire con la stessa velocità appena prese tutte. Ho fatto ancora due chiacchiere con Lucia: mi ha detto che di origine sono ungheresi (quindi immagino siano rom), poi ho visto con sollievo che la mia bici era ancora lì: l’ho presa e sono ripartito.
Queste persone ripartiranno tra pochissimo ma m’è rimasta una gran curiosità di consocerle meglio…
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