Una ragazza, una gran bella ragazza, mora, alta, formosa, mi ha preceduto nel panificio. Ha chiesto tre pezzi di focaccia, rivelando un accento straniero, direi dell’est, simile a quello che ho sentito provenire da una finestra lì vicino.
Da subito la commessa, una signora che di vista conosco da anni, l’ha guardata malissimo e l’ha trattata anche peggio, sfoggiando tutta la tradizionale accoglienza ligure. La ragazza ha pagato ed è uscita senza battere ciglio. Sulle prime pensavo che la signora fosse scocciata per fatti suoi, poi quando è stato il mio turno mi ha sorriso e salutato calorosamente, ed è stata molto gentile con me.
Mi sono interrogato sui motivi di questa discriminazione: forse era gelosa perché quella ragazza era una gran gnocca mentre lei non lo è mai stata? Forse io le sono particolarmente simpatico? Temo di no, temo che la tensione di appartenere a questa Piccola Chiavari Bene della minchia porti questa signora ed i suoi simili a snobbare chiunque sia leggermente fuori dai canoni, a iniziare dagli immigrati.
Che squallore.
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