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Genova: piccoli abusi crescono

19 giu

Lo scorso venerdì sera siamo stati cacciati dal porto antico di Genova!

Riesco a raccontarvelo solo ora: stavamo pacificamente ballando con la Strambanda quando ad un certo punto, verso le 22:30, un signore di una certa età, munito di un apparecchietto per la rilevazione dell’inquinamento acustico ed accompagnato da una guardia giurata, ci ha intimato di smetterla, sostenendo le seguenti motivazioni:

  1. per suonare in pubblico occorre l’autorizzazione della SIAE;
  2. serve un’autorizzazione per l’inquinamento acustico;
  3. serve l’autorizzazione della Porto Antico spa.

Lì per lì ci siamo fatti scoraggiare ma più ci penso più penso che abbiamo sbagliato, per questi motivi:

  1. il signore in questione non era un agente delle forze dell’ordine. In realtà non si è identificato (anche se poi abbiamo capito di chi si trattava), e dopo che abbiamo insistito ci ha detto solo di lavorare per la Porto Antico spa. Che diritto ha un cittadino qualunque di cacciarmi da uno spazio pubblico?
  2. L’area del porto antico di Genova è pubblica! Viene data in gestione dal comune ad una società di capitali, la Porto Antico spa, partecipata al 51% dal Comune di Genova (ente pubblico), al 39% dalla camera di commercio (ente autonomo di diritto pubblico) e al 10% dall’autorità portuale di Genova (ente pubblico). Si tratta quindi di una società a capitale quasi completamente pubblico! Sul sito si legge inoltre che la società [...] ha l’obiettivo di restituire l’area dell’antico porto alla città rendendola vivibile e godibile tutto l’anno.
  3. Riguardo all’autorizzazione della SIAE eravamo tranquilli sia perché le musiche eseguite erano di pubblico dominio, sia perché nessuno di noi ha dovuto corrispondere un centesimo per partecipare.
  4. La questione dell’inquinamento acustico era veramente un pretesto: non posso credere che con quell’apparecchietto con un microfono ambientale (non direzionale) sia riuscito a misurare solo il livello della musica nostra escludento quella diffusa dai bar vicini, dal concerto in corso al Suq, dal rumore delle auto in sopraelevata e dal vociare della gente. Una residente ci ha scritto: io abito al Molo è non ho avuto alcun disturbo dalla Strambanda mentre lo ho continuamente, soprattutto d’estate, dai due bar che fanno discoteca fino alle 3 di notte superando i decibel consentiti di larga misura.
  5. La questione dell’autorizzazione della Porto Antico spa è da verificare. Il tizio faceva un po’ il “mafioso”: ha detto che è lui a concedere le autorizzazione e che non è sempre facile ottenerla e che probabilmente in questo periodo non ce la potrà concedere perché ci sono già tanti eventi. Nulla di scritto ma l’atteggiamento non ci è piaciuto. In realtà il regolamento per gli artisti di strada del comune di Genova consente spettacoli di questo tipo al porto antico, con una piccola amplificazione, dalle 9:30 alle 23:30 dal 1 maggio al 30 settembre, leggere per credere (il regolamento è scaricabile in pdf dal sito della Federazione Nazionale degli Artisti di Strada, e si trova anche sul sito di Informagiovani).

Aggiungo una riflessione: quella sera abbiamo fatto notare al tizio che molte altre volte avevamo ballato lì e nessuno ci aveva mai detto nulla, e gli abbiamo chiesto come mai d’improvviso avesse deciso di mandarci via. La risposta è stata che le altre volte eravamo quattro gatti, ma venerdì scorso eravamo troppi!

Troppi? Troppi per cosa? Evidentemente ci sono persone contrarie allo svolgimento di attività che facilitino la socializzazione!!!

Insomma, memori di questa esperienza non ci faremo infinocchiare così un’altra volta: sono spazi pubblici, sono spazi nostri!

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  1. Margherita Marengo

    22 giugno 2009 at 11:45

    Probabilmente è stato chiamato dai bar e dalle varie attività del porto antico dato che la gente si ferma e partecipa ai balli, loro hanno paura di perdere clienti.
    Nessuno si rende conto che l’unico modo di togliere il centro storico di Genova e le aree ad esso adiacenti al degrado e quello di renderle fruibili a chi le usa per il proprio e l’altrui divertimento senza recare danno, mi chiedo: se fossimo stati una massa di ubriaconi che si tirano bottiglie e fanno a cazzotti il signore con il suo bel panama e il suo microfonino avrebbe avuto il coraggio di avvicinarsi? Hai ragione non dobbiamo farci scoraggiare da chi pensa di tutelare gli spazi pubblici allontanando la gente che non da fastidio a nessuno, anzi crea occasioni di contatto tra la gente, dobbiamo tornare lì a danzare con il regolamento degli artisti di strada in tasca, in modo da poterci difendere da ulteriori attacchi.Ciao a tutti