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racconto di ISF-Pisa

16 nov

Riporto qui un’altra email diffusa dal coordinamento nazionale di Ingegneria Senza Frontiere, in seguito al comunicato stampa, sulla rissa accaduta venerdì 6 novembre a Pisa, in occasione della festa di finanziamento dei progetti di cooperazione internazionale dell’associazione.

[...]

Ricapitoliamo: festa di raccolta fondi di ISF-Pisa al polo Porta Nuova,
venerdì 6 novembre. Musica, birra e un bel numero di persone. Una bella
festa.

Tutto bene fino alla chiusura: circa le h3 di notte. Una rissa classica
fra ragazzi alticci, che riusciamo in qualche modo a dividere. Tutto però
si riaccende grazie a dei ragazzi che evidentemente non hanno altro da
fare nella loro vita.
Volano i tavoli e le sedie ma il brutto arriva quando uno dei ragazzi
coinvolti nella prima scaramuccia chiama a raccolta dei suoi simili, che
si radunano fuori: rasati, cinturoni (non certo per sostenere i pantaloni)
e manganelli telescopici. Le intenzioni sono chiare: qualcuno ha già
chiamato la polizia che però arriverà 40min dopo.
In pochi minuti il putiferio: picchiano senza motivo i ragazzi che escono
dalla festa. Molti finiranno all’ospedale per farsi dare dei punti.
Picchiano sodo un ragazzo, poi trasportato a braccia nel cortile del polo:
sarà operato ad un occhio e al naso (scopriremo poi essere figlio del
nostro ex-preside, il che ci getta ancora di più la croce addosso).
Urlano “Pisa, Pisa”, si muovono in formazione compatta. Tentano di entrare
ma la chiusura delle porte principale lo impedisce: con una cinghiata
rompono un vetro. Vorrebbero ri-infierire sul ragazzo accasciato a terra,
ma alcuni ragazzi lo impediscono ricevendo delle manganellate.
“Qui comandiamo noi”.
Scene da guerriglia.

Sono messi in fuga dalla prima ambulanza.

La “squadra” punitiva sembra sia già nota: voci parlano di persone buttate
fuori dagli ultras per la loro violenza e le loro idee diciamo abbastanza
fasciste.
Non vogliamo pensare, almeno ora, alle motivazioni politiche, ma crediamo
solo che siano degli invasati che si divertono a picchiare persone a caso,
inermi.

Ora il tutto è durato una ventina di minuti. La polizia la vedremo solo
quando ormai stavamo pulendo il sangue dalla terra. Dicono che non avevano
uomini e che non si azzardavano ad intervenire perchè non sapevano chi si
sarebbero trovati di fronte.

La vigilanza privata imposta dal rettorato (e pagata), implorata di darci
una mano durante la rissa, risponderà che non è nelle sue mansioni. Il
contratto che il rettorato ha stipulato con questi individui non è chiaro.
Inoltre ben prima del casino vero e proprio, se ne andranno sgommando.
Lasciano il polo incustodito.

I giornali naturalmente hanno riportato la notizia della nostra festa come
il solito ritrovo di giovani in cui si fa a botte.
(qua i collegamenti agli articoli: http://isf-pisa.org )
Il rettorato all’inizio non credeva alla nostra versione, visto che la
vigilanza riferiva di aver lasciato tutto in ordine e il polo chiuso, dopo
aver eroicamente sedato la rissa (ovvio).
Dopo aver portato tanto di resoconto con piantina dei fatti, e forse dopo
aver parlato con la polizia che indaga (saranno almeno 3 le denunce dei
ragazzi feriti), sembra intuire oggi che la responsabilità non è di chi ha
organizzato la festa (voci di corridoio).

Insomma la festa ISF, con ricavato devoluto ai progetti, si è tramutata in
una bella gatta da pelare, non solo per i feriti coinvolti (la cosa che
più in assoluto ci spiace), ma perché intacca 6 anni di collaborazione con
l’università, di richieste di spazio.

Da domenica siamo dietro a spedire comunicati stampa ai giornali (non
pubblicati) e a riconoscere foto segnaletiche.
E non vi dico con che stato d’animo.

[...]

 

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