Sono molto felice: è la prima volta che arrivo al Natale senza stress! Ci sono tutti i presupposti perché le feste siano serene, augurio che faccio a tutti, di cuore.
E vorrei raccontarvi come è successo, non con la pretesa di insegnare, ma solo per dare qualche spunto
Il lavoro è lungo, non è qualcosa che abbiamo iniziato solo adesso. Abbiamo scelto di rendere più sobrio e sostenibile il nostro stile di vita: ecco uno dei modi importanti con cui proteggiamo la felicità nella nostra famiglia (e non solo nella nostra).
Si tratta di fare piccole scelte. Ci sono scelte occasionali, che senza dubbio possono far bene, ma le scelte di cui vorrei raccontarvi sono scelte più radicali e quotidiane, e sono queste a fare la differenza, e a darci felicità.
Vorrei raccontarvele nel dettaglio ma nel frattempo ecco qualche idea…
Abbiamo deciso di non avere la TV in casa. Non abbiamo una connessione ad Internet, e nemmeno il telefono! E non ne sentiamo la mancanza: abbiamo guadagnato molto tempo libero per noi per parlare, leggere insieme, riguardare le fotografie.
Abbiamo capito che preferiamo l’utilizzo di beni culturali al consumo di beni materiali: ci piace di più partecipare ad una conferenza o ascoltare un concerto, piuttosto che “uscire a bere qualcosa”.
Abbiamo un conto su Banca Etica, e stiamo spostando lì i nostri risparmi. Siamo molto fieri di promuovere piccole realtà imprenditoriali pulite, e di non finanziare nemmeno un po’ i conflitti e lo sfruttamento.
Abbiamo da pochissimo aderito ad un Gruppo di Acquisto Solidale: possiamo così promuovere un’economia più sostenibile e frequentare nuove persone che la vedono come noi su questi fronti.
Quando possibile andiamo a piedi o preferiamo i mezzi pubblici e la bicicletta al mezzo privato. E altrimenti usiamo un’auto a metano, le cui emissioni sono senz’altro più basse di quelle di un’auto diesel o a benzina.
Facciamo la raccolta differenziata ma soprattutto cerchiamo di ridurre i rifiuti all’origine, comprando prodotti con pochi imballaggi e preferendo quelli riciclabili a quelli che non lo sono. Ci stiamo attrezzando per fare scorte un po’ più a lungo termine (es. sacchi più grandi di farina.)
Abbiamo scelto di non praticare il carrierismo sfrenato: probabilmente molti giudicherebbero il nostro reddito troppo basso, ma ci basta e non ci constringe ad orari terribilmente lunghi al lavoro.
E soprattutto balliamo
PS
Questo sarà il mio ultimo post per un po’, ci risentiamo a fine gennaio, al ritorno dal Perù
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arwen_h
5 gennaio 2010 at 10:31
senza internet a casa?? e come fai ad organizzarti i viaggi, informarti.. anche solo scrivere sul blog!
poi scusami ma che sostenibilita’ c’e’ a prendere l’aereo e andare in peru’?? cmq e’ un viaggio non da poco..
kr1zz
22 gennaio 2010 at 09:52
Hai ragione, l’aereo è uno dei mezzi più inquinanti. Ma non ne abusiamo
In compenso vedrò di pubblicare presto qualche foto….
dani
25 gennaio 2010 at 04:31
credo che prendere un aereo per andare così lontano una volta nella vita non sia poi così grave.. è MOLTO più difficile (e credo anche efficace) cambiare le nostre scelte quotidiane!
qualche foto del viaggio la trovate qui: http://www.ipernity.com/doc/58179/album/
paolino
2 febbraio 2010 at 21:59
Scusa ho trovato il tuo blog facendo una ricerca su linux.
Comunque mi pare che vi siate appena sposati. Auguri
Non capisco la faccenda delle “scelte quotidiane” ma forse sono un po’ fuori da questo giro. Cosa c’è di particolare a fare la raccolta differenziata e le altre cose, che valga la pena di mettere su un blog? Cosa vuol dire il carrierismo sfrenato? Forse avete avuto la possibilità di fare carriera e avete detto no? senno non vale
Paolo
kr1zz
3 febbraio 2010 at 14:44
Grazie degli auguri e del commento, paolino.
Per rispondere alle tue domande:
c’è di particolare che per scrivere sul mio blog non devo aspettare il via libera da nessuno se decido che ne vale la pena
carrierismo sfrenato significa subordinare la vita propria e altrui al successo professionale;
sì, ho avuto diverse possibilità e altre mi capitano periodicamente. Rinuncio per proteggere altri valori, alcuni dei quali puoi leggerli in questo post.
g
3 febbraio 2010 at 15:17
To live is to work. When we work we learn…It is important to do the type of work that leads not simply to production, but to skill. In other words, the most important type of work is the kind that results from one’s life, not from societal or economic pressures. When we work as part of life it leaves a profound residue in our personality. It produces an attitude of accomplishment, an accumulation of working wisdom impossible to obtain any other way.
kr1zz
3 febbraio 2010 at 15:26
Questa è la tua teutonica visione che, come hai avuto modo di accertare, io non condivido.
Bilanci di giustizia: chi si unisce? « kr1zz
4 febbraio 2010 at 17:43
[...] qualche genovese che si unisce a noi, o che permette a noi di unirci? Lo scrivo perché, a proposito di scelte di vita, Daniela ed io abbiamo appena iniziato a fare il bilancio di giustizia e ci piacerebbe condividere [...]