muto: an ambiguous animation painted on public walls
È un bel modo per buttare quasi sette minuti. Guardatelo e poi ditemi se non è inquietante.
by blu, scoperto grazie a Gaetano
Sergio Longoni ha scritto un bell’articolo sul funzionamento di wikipedia prendendo il caso Travaglio – Schifani come esempio. Risorsa utilissima per spiegarlo ad una classe!
Dal 25 al 29 giugno si svolge a Vialfrè, il Gran Bal Trad, un festival europeo dedicato alle danze popolari. Mattina e pomeriggio ci saranno tre/quattro corsi in parallelo, per cui sarà un’ottima occasione per imparare, in più ci saranno corsi per musicisti. La sera si balla su tre / quattro piste contemporaneamente con i migliori gruppi folk europei.
Con chi viene ci vedremo lì
Grazie a Banda Brisca
Nico mi ha spedito il programma dei ricostruttori di San Pietro Vara, io vado a sentirlo il 17:
Domenica 11, ore 10:00
oltre al centro…fai altro!
Impariamo a tirare con l’arco
con Luca
Sabato 17, ore 21:15
La questione Saharawi
Storia dell’ultima colonia d’Africa
con Nicola
Domenica 18, ore 15:30
Danza e movimento…
…senza turbamento
con Susanna
Venerdì 23, ore 21:15
Serata Musicale
Sabato 24, ore 21:15
Comunicazione o persuasione
I trucchi, gli inganni della scienza pubblicitaria
con Barbara
Sabato 31, dalla mattina
Raccolta delle erbe
Con Carla Antonia e Marcantonio
più avanti pubblico quello di giugno
Il mio istinto masochistico non s’è mai sopito, la prova è che ieri sono andato a vedere “biùtiful cauntri“, un altro bel pugno nello stomaco. Alla fine siamo rimasti quasi tutti seduti, nessuno osava commentare.

Gli annunci che sento più di frequente nelle stazioni in cui viaggio riguardano i ritardi: nella versione inglese iniziano sempre con “This is a special announcement…“. Non sono anglofono madrelingua ma se ben ricordo, special non significa comune o normale. Allora, ferrovie, la correggiamo questa parolina?
Mi unisco volentieri alla campagna lanciata da Don Zauker per la demilanesizzazione della lingua italiana, che non se ne può più!

Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
Mi è tornata la passione del pas d’été: c’era una parte che non riuscivo mai a fare ma finalmente lunedì scorso Pier mi ha spiegato il trucco e adesso voglio imparare a farlo bene! (sì, un po’ ossessivo compulsivo, lo sono)
Non posso fare l’embed del video che mi piace di più. Peccato perché anche se non si vede bene queste ballerine sono bellissime. Posto invece c’è una spiegazione semi seria. Anzi, per niente seria.
Mi hanno detto che il pas d’été diventa una sfida tra danzatori e musicanti a chi va più veloce. Non so se sia vero, ma vi metto anche questo video, estratto dalla fine di un’esecuzione, per farvi capire che ritmi si raggiungono