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Archive for the ‘me’ Category

Ghiaccio sui vetri

17 gen

Le temperature si sono abbassate – e tutto sommato a metà gennaio è finalmente normale – e sto iniziando a vedere un inverno che a Chiavari e a Genova non avevo conosciuto. In due parole: fa freddo. Nelle scorse settimane, in più riprese, abbiamo dato la caccia agli spifferi con stucco e guarnizioni. Non abbiamo finito tutto ma ne è già valsa la pena: in casa abbiamo temperature accettabili, anche se in questi giorni bruciamo comunque molta legna. Risparmiamo un po’ sui pellet, visto che quelli li paghiamo: un sacco ci dura circa due giorni. Usiamo di più la stufa anche perché ci cuciniamo: facciamo delle buonissime zuppe di legumi. Hanno un sapore molto migliore rispetto a quando le cuociamo sul gas, non ci volevo credere, ma è così. Immagino che il motivo sia che sul fuoco a legna cuociono lentamente. Per contro, ci vuole più tempo a cuocerle. La stufa ha anche un fornetto, sul retro, ma dosare la temperatura è difficile e ieri sera abbiamo bruciato una torta. Si chiama “cottura Levaggi”, l’ho ereditata :P
Fuori è molto bello. Alla sera si vedono tantissime stelle e al mattino, per un attimo, ci godiamo il panorama che non riusciamo a vedere la sera: anche in questa stagione c’è molto verde. Sull’erba c’è sempre più brina: oggi il prato era quasi bianco, sembrava avesse nevicato un po’, bellissimo. Stamattina però quando abbiamo aperto gli scuri, come aveva profetizzato il Passa, abbiamo visto il ghiaccio, ma dal di dentro! Furbescamente, mettiamo un telo pesante sul parabrezza della panda, così non si ghiaccia e non dobbiamo perdere tempo a pulirlo, visto che al mattino abbiamo sempre il tempo contato.
Facendo un bilancio, mi sembra che le scomodità che incontriamo non siano poi tremende, si tratta di cambiamenti di abitudine. La casa è vecchia e quello che non sembra in procinto di rompersi è perché lo abbiamo già riparato molto alla buona. Quando portiamo dentro la legna bisogna sempre pulire ma stiamo diventando veloci. Forse il disagio peggiore è dovuto agli spostamenti: occorre una buona mezz’ora per andare in centro, dove purtroppo abbiamo sempre un sacco di impegni interessanti, almeno per adesso :P

 
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L’essenziale della visita a Istanbul

11 gen

Istanbul è una città che vale sicuramente la pena di vedere, è proprio bella. Si possono apprezzare sia il paesaggio, sia l’architettura. La cucina turca è molto varia e ricca e incontra decisamente gusti diversi; i dolci in particolare sono tanto buoni quanto belli. Anche l’artigianato è meritevole e non si può non consigliare una visita rilassante e rigenerante ad un hammam.
Istanbul ci è proprio piaciuta e siamo ripartiti a malincuore. Ci mancano le viste sui suoi minareti e le prelibatezze, ma quello che ci manca di più, e che ricorderemo più a lungo, è stata l’amicizia di una famiglia che ci ha accolto senza conoscerci, ci ha trattato benissimo: nonostante le difficoltà linguistiche e la differenza di religione, ci siamo sentiti veramente a casa.

E in fin dei conti la convivialità è per noi sempre tra le parti più importanti dei viaggi :-)

 
 

Della laurea

25 ott

Ieri ho finalmente avuto tra le mani il mio diploma di laurea, dopo 3 anni e grazie a Giacomo che è andato a prendermelo. Stranamente il post in cui l’annunciavo continua a ricevere visite: forse qualcuno se ne stupisce ancora?!? In effetti l’evento fu tanto eccezionale che in quei giorni un nubifragio si abbatté su Genova (un traghetto rischiò quasi di ribaltarsi!)

Beh, ormai, grazie a quel pezzo di carta, il futuro è mio! :D

Ci rido sopra, perché se la mia vita dipendesse dalla laurea sarei ben misero (risparmio i commenti sulla crisi perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa), mentre mi sembra che gli obiettivi a cui punto, insieme a quella donna che minacciava di cedere prima ma che poi invece m’ha sposato, dipendano da ben altro :-)

 
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Carotatrice e muri in pietra: consigli per l’uso

26 set

Consigli su come usare una carotatrice a secco per bucare muri in pietra ne avevo cercato, ma non avevo trovato molto per aiutare chi si dedica al fai da te, così condivido la mia esperienza, sperando che possa essere d’aiuto. In estrema sintesi: sassi o non sassi, è un lavoro fattibile!

Abbiamo preso una stufa a pellet con la canalizzazione dell’aria (una Palladio Svizzera), e sabato abbiamo bucato i muri per far passare la canna fumaria, la presa d’aria per la combustione ed i tubi che porteranno l’aria calda nelle altre stanze.

Un amico ci ha prestato una carotatrice portatile a secco, la Maxima 1800,

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Prima settimana in campagna

08 ago

Nonostante i lavori fossero ancora in alto mare,lunedì scorso ci siamo trasferiti in campagna, nell’immediato entroterra di Genova. Il posto ci piace molto, mangiamo spesso all’aperto, ci stiamo bene.

Ci sono ancora un sacco di lavori da fare: ieri Daniela ha finito di imbiancare quella che sarà la nostra camera ed è venuta così bene che non ci credevamo! Ora rimangono la sala e la cucina. Con l’aiuto dei nostri genitori (sì, un po’ mi secca ammetterlo ;) ) abbiamo staccato la tappezzeria, che ha rivelato pareti abbastanza in salute, anche se in alcuni posti abbiamo trovato dei fogli di alluminio incollati con una colla gialla che non si scioglieva in acqua. Ci abbiamo lavorato parecchio ma con il cannello e la spatola ne abbiamo rimosso la maggior parte.

Nel frattempo siamo sempre senza impianto di riscaldamento e la doccia ce la facciamo col secchio, come facevamo in Ghana. Grazie ai GAS abbiamo recuperato due divani, il letto ed un armadio (caricati tutti sulla panda!), e non vedo l’ora di liberarci dalla polvere per poterli montare. Siamo un po’ spaventati dai lavori ancora da fare, eppure la tentazione di farne di nuovi ce l’abbiamo tutti i giorni. Cerchiamo di finalizzare quelli grossi (come mi suggerisce il mio tutor) per non perderci. Sono pieno di graffi nelle mani ma sto imparando a fare un sacco di  lavori pratici. Mi dà soddisfazione vedere quello che costruisco.

Sicuramente ci adattiamo a condizioni inaccettabili da tanti, ma svegliarsi in mezzo al verde e sentire odore di erba invece che di gas di scarico mi fa pensare che abbiamo fatto una buona scelta…

 
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Aggiornamenti…

26 lug

Sono molto impegnato e riesco a scrivere molto meno di quello che vorrei, quindi cuccatevi un rapido e disorganizzato riassunto. E’ un periodo intenso, in cui, insieme alle persone con cui condivido le lotte, raccogliamo i risultati delle nostre scelte ma in cui ci troviamo anche di fronte a problemacci molto grossi, ed è anche un momento in cui stiamo vivendo emozioni molto forti. Insomma, si piange spesso :P

La campagna referendaria ci ha stremato ma ha dato i suoi frutti, ed è stata una soddisfazione enorme. Le leggi sono state ufficialmente abrogate, quindi adesso bisogna dare compimento al mandato referendario: fare pressione sugli enti locali e sulle aziende che hanno l’affidamento perché tolgano la remunerazione del capitale investito dalle bollette, e perché si avvii un percorso di ri-pubblicizzazione dell’acqua. La risposta del Comune di Genova è stata invece quella di organizzare il “Festival dell’Acqua” insieme a Federutility, l’associazione degli sconfitti, cioè le aziende multiservizi (private) che gestiscono anche l’acqua. Non gliela lasceremo passare liscia.

Per riposarci dalle fatiche della campagna, Daniela ed io siamo andati in Val di Susa dove abbiamo conosciuto la realtà splendida della Libera Repubblica della Maddalena, esempio che smentisce chiunque dica che l’autogestione non è possibile. Non c’erano regole scritte, non c’erano leader, non c’erano organi di sicurezza interna, eppure tutto funzionava e non si trovava una cartaccia o una cicca buttata in terra. questa bellissima realtà è stata sgomberata pochi giorni dopo che ce ne siamo andati, ma da quel momento è iniziata una campagna di solidarietà che ci ha visto coinvolti fin dalla prima ora, perché in Val di Susa si sta giocando una delle più importanti battaglie per la politica e la democrazia italiane.

Dani ed io abbiamo partecipato ad alcuni eventi di Genova 2011 con grande commozione. Ci ha colpito soprattutto la mostra Cassandra, dal titolo azzeccatissimo: le previsioni del movimento altermondialista si sono verificate tutte (guerre, ingiustizie, razzismo, crisi finanziaria, sociale ed ambientale) eppure, come Cassandra, non è bastata prevedere queste sciagure per scongiurarle. Il movimento continua a prevedere sciagure, stavolta riusciremo a farci ascoltare dalle istituzioni? Almeno non c’è stato l’uso della violenza da parte delle forze dell’ordine: non so se sia di buon auspicio, ma non sarà la speranza a causare un cambiamento. Rimbocchiamoci le maniche!

Infine, ci stiamo trasferendo, andiamo in campagna e entro fine settimana dobbiamo completare il trasloco. Siamo due che si adattano parecchio, ma un po’ di tempo per fare qualche lavoretto dobbiamo dedicarglielo.

Conclusione: l’attivismo permea ogni fibra della mia vita. Sono stanco e avvilito per la spregiudicatezza e la crudeltà dei nostri avversari, ma sono pieno di speranza di cambiare le cose e di fiducia che ci riusciremo :-)

 
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Mobilitiamoci!

10 giu

Come ricorda Daniela, domenica 12 e lunedì 13 si vota. I quesiti, a cui vale la pena rispondere sì, servono a:

  1. fermare la privatizzazione dell’acqua
  2. togliere i profitti dall’acqua
  3. fermare il nucleare
  4. stabilire che la legge è uguale per tutti

Bisogna raggiungere il quorum, devono cioè votare metà degli aventi diritto, più uno, circa 25 milioni di italiani. Mobilitamoci per portarli quante più persone a votare: la campagna ufficialmente finisce venerdì 10, ma nel nostro piccolo, privatamente, possiamo continuare a spargere la voce, invitare ai seggi le persone che conosciamo, anche una sola può fare la differenza, e non è mai tardi!

Daniela ed io abbiamo dato tantissimo in questa campagna referendaria, e siamo solo due tra le migliaia di volontari che da mesi rinunciano ad ore di sonno, tempo per la famiglia, per i propri interessi e persino ad ore di lavoro. Lo facciamo perché ci stiamo giocando il nostro futuro, e quello dei nostri figli. Domani nostro figlio potrebbe chiederci:
Papà, mamma, ma voi dov’eravate quando ci hanno portato via il diritto all’acqua?
Noi sapremo cosa rispondergli. E’ per questo che ci siamo impegnati tanto, non avevamo scelta.

Abbiamo lottato con compagni capaci, tenaci, ottimisti oltre l’evidenza. Persone completamente diverse dai politici, che ci hanno snobbato fino all’ultimo e adesso tentano di combatterci o di saltare sul nostro carro, sperando che sia quello dei vincitori. I mezzi di comunicazione di massa, piegati al loro volere, non parlano mai del comitato. Nei dibattiti spuntano personaggi viscidi il cui lavoro è fare in modo che i ricchissimi continuino a diventare ancora più ricchi a scapito dei diritti di tutti gli altri.

Ma in questa campagna l’Italia è già un po’ cambiata. Le persone hanno capito che la proprietà pubblica è di tutti, anche loro. Nei comitati per l’acqua abbiamo imparato ad ascoltare gli altri e ad accoglierci. Abbiamo studiato e ci siamo già riappropriati di un’altro bene comune: la conoscenza. Abbiamo praticato la politica attraverso la democrazia.

Mi viene sempre più in mente Gandhi: “Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci”.

 
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Sono stato minacciato di querela

17 dic

Ieri sera un commentatore che si firma Michele Nista mi ha minacciato via email: diceva che mi avrebbe querelato se non avessi rimosso un commento offensivo nei suoi confronti (scritto da un certo “jjj”) da questo post.

A parte chiedermi perché se la debba prendere con me, mi chiedo anche che senso abbia chiedermi di rimuovere il commento, visto che è già stato pubblicato pari pari altrove.

Detto questo, rimuovo il commento come richiesto.

 
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Acqua pubblica? Ci metto la firma!

27 mag

Come sapete è in corso la raccolta di firme per il referendum per l’acqua pubblica.

I tre quesiti referendari chiedono di

  1. bloccare la privatizzazione della gestione del servizio idrico integrato,
  2. riaprire la strada alla pubblicizzazione
  3. impedire che si facciano profitti su un servizio primario.

Per sapere dove firmare guardate il calendario dei banchetti.

Chi vuole firmare a Genova o in provincia può far riferimento a questo calendario (aggiornato continuamente da Daniela):

 
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In ricordo di Delicq

05 feb

Ho sentito Delicq dal vivo solo una volta, a Genova alla Sala Chiamata, vicino alla Lanterna. Era il 2003 o il 2005, non ricordo più. Ricordo però che rimasi incredulo per la quantità di gente che c’era: non ero mai stato ad una festa di danze popolari e non riuscivo a credere ai miei occhi. E alle mie orecchie: quella sera ho ballato tantissimo e ho scoperto il potere che la danza ha di accendere i cuori. Ero commosso.

E se a distanza di anni, con la danza ho incontrato mia moglie, un pochino forse lo devo anche alla musica di Stephan Delicq, e gliene sono grato.

 
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