Archive for the ‘letture’ Category

 

Dell’amore – 1. dicembre, 2008

Immagine di Il profeta. Il giardino del profeta

Allora disse Almitra: “Parlaci dell’amore.”
E lui alzò la testa e guardò il popolo e una grande calma scese su di loro. E a gran voce disse:
Quando l’amore chiama, seguitelo,
Anche se la via è dura e scomoda.
E quando le sue ali vi avvolgono abbandonatevi in lui,
Anche se la spada nascosta tra le sue piume può ferirvi.
E quando vi parla credetegli,
Anche quando la sua voce può spezzare i vostri sogni, come il vento del nord che devasta il giardino.

(continua…)

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Trent’anni è bello – 11. settembre, 2008

Immagine di Se il sole muore Auguri al cugino di kOoLiNuS, che ci regala una bella citazione della Fallaci.

Propensioni… – 16. agosto, 2008

Immagine di La villeggiante

[...] non riuscii a levarmela d’intorno e forse non ho mai voluto, anche. Quella era una vera femmina, mezzo furba e mezzo sciocca; non brutta, però. [...] Io ho molta pazienza con le donne. Ascoltavo queste chiacchiere. Si ha in genere molta pazienza con le donne non brutte.

[...]

Io sono sano e le malattie non mi hanno mai interessato. [...] Io non sono un medico, non so nulla delle malattie.

Da L’abito da ballo, di Lalla Romano, racconto contenuto in La villeggiante e altri racconti

della leggerezza – 30. luglio, 2008

Copertina di Lezioni americane, di Italo CalvinoIl peso del vivere per Kundera sta in ogni forma di costrizione: la fitta rete di costrizioni pubbliche e private che finisce per avvolgere ogni esistenza con nodi sempre più stretti. Il suo romanzo ci dimostra come nella vita tutto quello che scegliamo e apprezziamo come leggero non tarda a rivelare il proprio peso insostenibile. Forse solo la vivacità e la mobilità dell’intelligenza sfuggono a questa condanna: le qualità con cui è scritto il romanzo, che appartengono a un altro universo da quello del vivere.

Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio. Non sto parlando di fughe nel sogno o nell’irrazionale. Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica. Le immagini di leggerezza che io cerco non devono lasciarsi dissolvere come sogni dalla realtà del presente e del futuro…

estratto da Leggerezza, da Lezioni americane, di Italo Calvino

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Saltatempo – 15. luglio, 2008

La copertina di Saltatempo

…ma la memoria non è fatta solo di giuramenti, parole e lapidi, è fatta di gesti che si ripetono ogni mattino del mondo. E il mondo che vogliamo noi va salvato ogni giorno, nutrito, tenuto vivo. Basta mollare un attimo e tutto va in rovina.

Saltatempo, di Stefano Benni

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impegni improrogabili – 7. giugno, 2008

Immagine di Il mistero del coniglio scomparso <<Hai letto Il vero credente di Eric Hoffer? Io lo lessi ai tempi dell’università>>.

<<All’università avevo troppo da fare scopando. Vuoi darmene la versione condensata?>>

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Consigli preziosi – 6. giugno, 2008

Immagine di Il mistero del coniglio scomparso<<Non so cosa stessi cercando nei “Personali”>>, disse Kemp, <<ma ti darò lo stesso consiglio che mio padre diede a me, anche se io non ne ho fatto tesoro>>.

<<Parla pure. Mai come adesso ho bisogno di consigli>>.

Kemp si chinò e cominciò a grattare Andre dietro le orecchie; mi guardò e disse: <<Se ha le tette o le ruote, ti darà senz’altro problemi>>.

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Incontro con Giovanni Impastato, in ricordo di Peppino – 8. aprile, 2008

Peppino Impastato

Incontro con GIOVANNI IMPASTATO
in ricordo di Peppino Impastato
e presentazione del libro
Felicia la Mafia uccide, il silenzio pure” di Gregorio Mascolo.

(continua…)

Cosimo e Viola – 9. febbraio, 2008

Era lì sul prato, bella come non mai, e la bellezza che induriva appena i suoi lineamenti e l’altero portamento della persona sarebbe bastato un niente a scioglierli, e riaverla tra le braccia… Poteva dire qualcosa, Cosimo, una qualsiasi cosa per venirle incontro, poteva dirle: – Dimmi cosa vuoi che faccia, sono pronto… – e sarebbe stata di nuovo la felicità per lui, la felicità insieme senza ombre. Invece disse: – Non ci può essere amore se non si è se stessi con tutte le proprie forze.

Viola ebbe un moto di contrarietà che era anche un moto di stanchezza. Eppure ancora avrebbe potuto capirlo, come difatti lo capiva, anzi aveva sulle labbra le parole da dire: “Tu sei come io ti voglio” e salire subito da lui… Si morse un labbro. Disse: – Sii te stesso da solo, allora.
(continua…)

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