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	<title>kr1zz &#187; politica</title>
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	<description>Cristiano Nattero</description>
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		<title>Lettera ad ogni candidato Sindaco di ogni tempo in ogni luogo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 11:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[ATTAC]]></category>
		<category><![CDATA[candidature]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[primarie]]></category>
		<category><![CDATA[sindaco]]></category>

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		<description><![CDATA[Fra poco più di un mese tappezzerai con la tua faccia ammiccante i muri della città. Non farlo.
Mandaci piuttosto una registrazione audio con i battiti del tuo cuore, l’attività del tuo cervello e i brontolii del tuo stomaco.
Dirai che sarai sobrio. Non farlo.
Lo consideriamo un pre-requisito, a patto che non chiami sobrietà la glaciale, cinica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fra poco più di un mese tappezzerai con la tua faccia ammiccante i muri della città. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Mandaci piuttosto una registrazione audio con i battiti del tuo cuore, l’attività del tuo cervello e i brontolii del tuo stomaco.</p>
<p>Dirai che sarai sobrio. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Lo consideriamo un pre-requisito, a patto che non chiami sobrietà la glaciale, cinica e feroce esecuzione della volontà dei mercati contro i diritti delle persone (Monti docet).<br />
Dicci piuttosto se ami la vita.</p>
<p>Dirai che ti vuoi mettere al servizio della città. <strong><em>Non farlo</em></strong>.<br />
Dicci piuttosto se al termine del tuo mandato tornerai al tuo lavoro o ti infilerai in qualsivoglia Consiglio di Amministrazione di qualsivoglia SpA.</p>
<p>Dirai che sarai il sindaco di tutti. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Perché non siamo tutti uguali. Le città e i territori sono oggi ostaggio dei poteri forti della proprietà fondiaria e immobiliare, delle banche e della finanza e i cittadini ne subiscono le conseguenze.<br />
Dicci piuttosto da che parte stai.</p>
<p>Dirai che l’acqua è un bene comune. <strong><em>Non farlo</em></strong>.<br />
Dicci piuttosto entro quanto tempo rispetterai il voto referendario della maggioranza assoluta dei cittadini.</p>
<p>Dirai che cambierà la politica del territorio, dei rifiuti, dell’energia e dei trasporti. <strong><em>Non farlo</em></strong>.<br />
Dicci piuttosto quando, dove, come e in quanti prenderemo le decisioni al riguardo.</p>
<p>Dirai che realizzerai grandi opere per dare impulso all’economia, ma che saranno compatibili con l’ambiente. <strong><em>Non farlo</em></strong>.<br />
L’unica compatibilità con l’ambiente è non fare le grandi opere.<br />
Dicci piuttosto se per te è vero che l’economia è la cura della “casa” e la “casa” ha bisogno di manutenzione costante del territorio e delle reti, di prevenzione idrogeologica, di restauro dei centri storici, di servizi di qualità, tutti interventi che producono lavoro fisso e non noioso.</p>
<p>Dirai che darai impulso ai servizi e ne realizzerai di nuovi. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Chiedici piuttosto di cosa abbiamo bisogno e come pensiamo debba essere progettato e realizzato.</p>
<p>Dirai che lavorerai per garantire sicurezza. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Dicci piuttosto se per sicurezza intendi diritti per tutti o l’ennesimo carnevale di ordinanze sui comportamenti individuali e collettivi.</p>
<p>Farai molte promesse, sapendo già che una volta eletto non potrai rispettarle, perché il Comune è indebitato e le casse sono vuote. <em><strong>Non farle</strong></em>.<br />
Dicci piuttosto che passerai l’intero tuo mandato a non pagare il debito illegittimo, a lottare per l’uscita dal patto di stabilità di tutte le spese per i servizi pubblici locali e per il welfare comunale, a chiedere una nuova fiscalità generale e la ripubblcizzazione della Cassa Depositi e Prestiti.</p>
<p>Dirai che fornirai prodotti. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Dicci piuttosto se innescherai processi.</p>
<p>Dirai che promuoverai la partecipazione. <em><strong>Non farlo</strong></em>.<br />
Dicci piuttosto se quando arriveremo troveremo le porte aperte o protette dalle guardie.</p>
<p>Marco Bersani (<a title="facciamo ATTAC!" href="http://www.attac.it/" target="_blank">Attac Italia</a>)</p>
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		<title>Lo sapevi che la bolletta dell&#8217;acqua è illegale?</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:52:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[autoriduzione]]></category>
		<category><![CDATA[bollette]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[obbedienza civile]]></category>
		<category><![CDATA[tariffa]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche se la legge non lo prevede, il gestore del servizio idrico sta caricando sulla bolletta un profitto che è illegale! Si chiama &#8220;remunerazione del capitale investito&#8221; e, anche se è stato cancellato con il referendum dello scorso giugno, in provincia di Genova incide ancora per più del 22% delle bollette!! La buona notizia è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche se la legge non lo prevede,<strong> il gestore del servizio idrico sta caricando sulla bolletta un profitto che è illegale!</strong> Si chiama &#8220;remunerazione del capitale investito&#8221; e, anche se è stato cancellato con il referendum dello scorso giugno, in provincia di Genova<strong> incide ancora per più del 22% delle bollette</strong>!! La buona notizia è che si può smettere di pagare questa quota, l&#8217;ottima notizia è che si può chiedere il rimborso per i mesi precedenti.</p>
<p>La procedura è abbastanza semplice, rivolgiti al Comitato genovese Acqua Bene Comune:<br />
<a href="../campagna-di-obbedienza-civile/" target="_blank">http://www.<wbr>acquapubblicagenova.org/<wbr>campagna-di-obbedienza-civile/</wbr></wbr></a></p>
<p>Pagando la giusta bolletta rispettiamo ed applichiamo il voto della maggioranza degli italiani, impediamo agli speculatori di lucrare sul diritto all&#8217;acqua e facciamo un passo in avanti verso la ripubblicizzazione del servizio idrico.</p>
<p>Inoltra questo messaggio ai tuoi contatti: <strong>si scrive acqua, si legge democrazia!<br />
</strong></p>
<p>Per informazioni, e per aderire alle nostre iniziative:</p>
<p><strong>Comitato genovese Acqua Bene Comune</strong><br />
Salita san Leonardo 25 r &#8211; tel. <a href="tel:389%209198656" target="_blank">389 9198656</a><br />
<a href="../campagna-di-obbedienza-civile/" target="_blank">http://www.<wbr>acquapubblicagenova.org/</wbr></a><br />
Facebook: <a href="https://www.facebook.com/groups/119311174746449/" target="_blank">Comitato Acqua Pubblica Genova</a><br />
<a href="mailto:gruppoacquagenova@gmail.com" target="_blank">gruppoacquagenova@gmail.com</a></p>
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		<title>Giù le mani dall&#8217;acqua e dalla democrazia!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 11:52:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
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		<category><![CDATA[petizione]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una mossa sordida, il governo sta cercando di reintrodurre la privatizzazione contro cui gli italiani hanno già votato in massa ai referendum di giugno 2011. Firma la petizione e diffondila: giù le mani dall&#8217;acqua e dalla democrazia!
Si scrive acqua, si legge democrazia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una mossa sordida, il governo sta cercando di reintrodurre la <strong>privatizzazione</strong> contro cui gli italiani hanno già votato in massa ai referendum di giugno 2011. <strong>Firma la petizione e diffondila: <a title="l'appello" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_petitions&amp;view=petition&amp;id=181" target="_blank">giù le mani dall&#8217;acqua e dalla democrazia!</a></strong></p>
<p>Si scrive acqua, si legge democrazia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Punti di vista</title>
		<link>http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/18/punti-di-vista/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho riportato alcuni punti di vista diversi, forse anche diversi dal mio, su quello che è successo a Roma sabato scorso, le opinioni di

uno degli organizzatori
un poliziotto in servizio
chi è andato a Roma per praticare la violenza su un bersaglio ben preciso

Buona lettura.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riportato alcuni punti di vista diversi, forse anche diversi dal mio, su quello che è successo a Roma sabato scorso, le opinioni di</p>
<ul>
<li><a title="15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/17/15-ottobre-un-fallimento-su-cui-discutere-seriamente/">uno degli organizzatori</a></li>
<li><a title="qui" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/18/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto/">un poliziotto in servizio</a></li>
<li><a title="qui" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/18/lopinione-dei-black-block-se-cosi-volete-chiamarci/">chi è andato a Roma per praticare la violenza</a> su un bersaglio ben preciso</li>
</ul>
<p>Buona lettura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>15 ottobre, riflessioni di un poliziotto</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
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		<description><![CDATA[Riporto anche un altro punto di vista, quello di un poliziotto in servizio il 15 ottobre a Roma:
Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.
La rete mette a disposizione materiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto anche <a title="leggibile, per chi usa FB, a questo indirizzo..." href="http://www.facebook.com/notes/ludovica-pizzetti/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto/10150408823916005" target="_blank">un altro punto di vista</a>, quello di un poliziotto in servizio il 15 ottobre a Roma:</p>
<p>Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.</p>
<p><span id="more-1215"></span>La rete mette a disposizione materiale su quello che è accaduto ieri, c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono i violenti che devastano (minoranza) e le persone pacifiche (la maggioranza) che manifestavano e che cercavano addirittura di fermare i violenti. La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e <strong>la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che senso ha criminalizzare il movimentismo? Chiedergli l’isolamento dei violenti? Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classa politica vera ascolterebbe per trovare soluzioni attraverso soluzioni legislative.  Il male superiore diventano le persone che scendono in piazza o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? Si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? <strong>L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio,</strong> qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza?</p>
<p>La città era blindata, gli uffici periferici praticamente chiusi per aver fornito uomini e mezzi all’emergenza della capitale e il risultato è sotto gli occhi di tutti; che l’apparato della sicurezza non ha funzionato è evidente come il fallimento di una sistema che si limita a blindare senza prevenire.</p>
<p>I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (<strong>con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblico</strong>) <strong>resta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri ero con altre decine di colleghi in piazza del parlamento, la stragrande maggioranza non aveva esperienze di Ordine Pubblico, personale preso in ogni ufficio per fronteggiare il grande evento, siamo stati schierati e pronti ad intervenire dalle 13 fino alle 22 potendo fruire del solo sacchetto vitto delle 13 e senza altro fino alle 23.00 (inizio servizio alle 11,30 e fine servizio ore 23.00), un fallimento anche dell’organizzazione interna che continua a non rispettare i lavoratori di polizia, i loro contratti e la loro dignità professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il modello “militare” era stato  applaudito in occasione del 1° Maggio  (nonostante violazioni contrattuali nei confronti dei lavoratori di polizia) e ierii invece si è dimostrato fallimentare, come lo era stato il 14 dicembre, evidentemente perché lo stesso modello non può essere applicato per il black bloc e per i pellegrini.</p>
<p>Oggi molti dei colleghi coinvolti negli scontri saranno nuovamente impiegati per garantire l’ordine pubblico allo stadio, ragione in più per ritenere questo modello non più accettabile anche per limiti operativi evidenziati e per la mancanza di rispetto per i lavoratori di polizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. </strong>Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un modello diverso di società e un diverso modello di ordine pubblico sono alla nostra portata o resteranno un’utopia?</p>
<p>Lo squallore peggiore continua a fornirlo gran parte della classe politica che sta esasperando il paese con la loro politica di macelleria sociale, con manovre economiche che non intaccano ricchezze e privilegi ma affamano le persone e che si presenta in tv a commentare e strumentalizzare proteste legittime e pacifiche nella stragrande maggioranza, incapace di comprendere che alla base di tutto ci sono loro e della loro incapacità di governare nell’interesse pubblico.</p>
<p>Oggi proporranno inasprimenti delle pene, nuove compressioni dei diritti individuali facendo finta di non capire che la sicurezza urbana, che loro continuano a tagliare, non si esaurisce con il contrasto alla prostituzione ma passa per tutte le libertà, anche quelle di scendere in piazza per poter esprimere le proprie idee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Mirko Carletti</p>
<p>*Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista del Silp Cgil</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>L&#8217;opinione dei &#8220;Black Block&#8221;, se cosi volete chiamarci.</title>
		<link>http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/18/lopinione-dei-black-block-se-cosi-volete-chiamarci/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Riporto qui un articolo pubblicato su Facebook da Antifascismo Militante Italiano, a favore dell&#8217;uso della violenza (anche se non indiscriminata):

Bene. Si è concluso questo weekend dove i giornalisti sentono ancora i postumi della sbronza, ubriaci ingordi pronti ad enfatizzare ogni singola goccia di rum concorrenti in una gara di fantasia. Rimane tanta amarezza tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/MT-w530gMAZdCUQZkoVv90hjej23ohvA98bB8sUh_2M?feat=embedwebsite"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="https://lh3.googleusercontent.com/-5gtbnET9Uxs/Tp17cxFiPjI/AAAAAAAADNI/fRmzBq7dy_o/s800/antifascismoMilitanteItaliano.jpg" alt="" width="180" height="155" /></a> Riporto qui <a title="leggibile, per chi usa FB, a questo indirizzo..." href="http://www.facebook.com/notes/antifascismo-militante-italiano/lopinione-dei-black-block-se-cosi-volete-chiamarci/275681912463935" target="_blank">un articolo</a> pubblicato su Facebook da <a title="qui la pagina..." href="http://www.facebook.com/Antifascismo.Militante.Italiano" target="_blank">Antifascismo Militante Italiano</a>, a favore dell&#8217;uso della violenza (anche se non indiscriminata):</p>
<p><span id="more-1212"></span><br />
Bene. Si è concluso questo weekend dove i giornalisti sentono ancora i postumi della sbronza, ubriaci ingordi pronti ad enfatizzare ogni singola goccia di rum concorrenti in una gara di fantasia. Rimane tanta amarezza tra tutti gli indignati, pacifici e non. Gli unici a festeggiare coloro che la violenza la vedono come un fine e non un mezzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vogliamo prendere parola per descrivere il disagio che sicuramente gli indignati &#8220;pacifici&#8221; hanno subito, non rientrando tra questi, ma pretendiamo di prendere parola per il disagio che abbiamo e stiamo subendo noi, razza mista o bastarda che condivide ideali degli uni e mezzi degli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi spiace esplicitare le intenzioni di sabato rubando e restringendo lo spazio a disposizione della fantasia giornalistica ormai divenuta una disciplina candidata al premio Nobel, ma sentire cazzate al telegiornale mi ferisce, e mi ferisce ancor più vedere il popolo dissetarsi con lo stesso rum di cui hanno abusato i giornalisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato il corteo doveva dividersi in &#8220;via dei Fori imperiali&#8221;, lasciando agli antagonisti più decisi l&#8217;opportunità di provare ad arrivare al parlamento occupando la piazza antistante per poi dedicarla all&#8217;accampamento degli indignati &#8220;pacifici&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò non è stato neanche provato per colpa di quei 15enni teppisti amanti della violenza per la violenza. Con ciò voglio delucidarvi, cari indignati, sul fatto che il fine è sempre stato considerato lo stesso, che siamo vostri compagni e non vostri nemici, che seppur non abbiamo bandiere abbiamo un&#8217;identità propria e una dignità personale, la quale sabato ci è stata tolta doppiamente: in primis dai decelebrati fautori del bordello; sucessivamente da voi che ci avete accumunato a loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Voglio informare voi cari che chi ha bruciato macchine, spaccato vetrine, distrutto santini, non era tra quelli che il 3 luglio in Val di Susa hanno cercato di riappropriarsi del cantiere ne tra quelli che il 14 dicembre a Roma hanno cercato di arrivare al parlamento. E seppur ora siete dominati da odio, incomprensione e sfiducia, vi preghiamo di non generalizzare, di non chiederci &#8220;Cosa cazzo avete fatto?!&#8221; perchè non abbiamo fatto nulla che abbia mai potuto ledervi e da quelle vandale rappresaglie ci vogliamo dissociare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invece si c&#8217;eravamo in piazza S.Giovanni, non per odio ne per sete di guerra, ma per semplice difesa di un punto d&#8217;arrivo.</p>
<p>Non eravamo in 500, ma in 5.000. E saremo sempre di più contro un sistema che ha solo da togliere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per voi invece, cari giornalisti, cara Digos e quant&#8217;altro, mi spiace dirvelo ma a differenza di quanto pensiate non eravamo organizzati per niente. Se solo lo fossimo stati non saremmo qui a parlare di macchine bruciate o di vetrine distrutte, ma di occupazione del parlamento, di sabotaggio della Banca d&#8217;Italia e di sovversione ad un sistema che rimane mafioso e corrotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per voi altri &#8220;pacifisti&#8221; che alla prima notizia di macchine bruciate avete accusato i nostri compagni presenti e indignati come voi, che come voi erano nel corteo vi dedichiamo un bel &#8220;vaffanculo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un &#8220;vaffanculo&#8221; per non sapere ma voler giudicare.</p>
<p>Un &#8220;vaffanculo&#8221; perchè in Val di Susa ci incitavate a non demordere, ringraziandoci di essre venuti.</p>
<p>Un &#8220;vaffanculo&#8221; perchè sabato quando ne avevate bisogno ci avete chieste aiuto, limoni e malox</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E infine per voi luridi teppisti 15enni che avete trasformato Roma in un teatro dove siete stati attori della vostra stessa rabbia repressa, a voi che avete rovinato una grande opportunità, vi diciamo &#8220;arrivederci&#8221;, &#8220;arrivederci&#8221; a presto. La prossima volta non ci saranno i Cobas, la CGIL o i viola a urlarvi &#8220;VIA, VIA, VIA!&#8221;, ma ci saremo noi, e non saremo cosi clementi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si, siamo d&#8217;accordo con la sfasciatura simbolica delle banche;</p>
<p>si, non neghiamo l&#8217;uso della violenza per fini più nobili;</p>
<p>si, c&#8217;eravamo in piazza S.Giovanni;</p>
<p>no, i carabinieri sulla camionetta non sono scesi da soli ma li abbiamo fatti scendere;</p>
<p>no, seppur non cattolici non ci saremmo mai permessi di distruggere sampietrini offendendo credenze altrui.</p>
<p>no, ci dissociamo dall&#8217;assalto alle macchine di precari come noi;</p>
<p>no, non ci siamo mai permessi di rovinare cortei che non ci appartenessero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NON GENERALIZZATE!</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Quello che chiamate “Blocco Nero”<br />
<a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/RqYhga_lYvn_tMvk0Np8o0hjej23ohvA98bB8sUh_2M?feat=embedwebsite"><img src="https://lh3.googleusercontent.com/-p0PIz7rTF4o/Tp17c9GyDnI/AAAAAAAADNM/r6llScQLYJc/s800/315074_275682212463905_187638181268309_946476_923243883_a.jpg" alt="" width="180" height="151" /></a></p>
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		<title>15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[25 ottobre]]></category>
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		<description><![CDATA[Una riflessione ancora diversa, questa volta a scrivere è Giorgio Cremaschi:

E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.

 Noi, che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione ancora diversa, questa volta a scrivere è <a title="su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Cremaschi" target="_blank">Giorgio Cremaschi</a>:<br />
<cite><br />
E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.</cite></p>
<p><cite><br />
<span id="more-1220"></span> Noi, che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con tutte e tutti coloro che sono venuti lì per manifestare e basta. Non siamo stati in grado di garantire ad essi l’esercizio di questo loro diritto. Una minoranza, non è importante quanto vasta, ma comunque nettamente tale, si è impadronita della manifestazione e l’ha trasformata sul piano militare, sul piano mediatico e su quello politico in un&#8217;altra cosa.<br />
Questo è per me il punto centrale, poi naturalmente ci sono le singole responsabilità, gli atti di devastazione inaccettabili, così come anche gli scontri in piazza San Giovanni, ove le cariche della polizia hanno finito per coinvolgere tutte e tutti coloro che volevano manifestare. Se vogliamo fare una riflessione politica, dobbiamo sottolineare che questo è stato il senso della giornata: un esproprio di democrazia, coperto dagli scontri, quando doveva essere esattamente il contrario.<br />
Per questo sono contrario a minimizzare, così come respingo le reazioni ipocrite del palazzo. L’Italia è un paese con una democrazia malata, dove nelle istituzioni, nel parlamento, stanno persone incriminate per reati gravissimi, che considerano la magistratura una forza eversiva. L’illegalità in questo paese comincia dall’alto e, senza per questo giustificare nulla, è evidente che questo apre la via alla rottura e alla sfiducia anche violente. Per questo la risposta non può essere la negazione della realtà. I giovani che sfasciavano tutto, e che hanno aggredito prima di tutto il corteo e la manifestazione, vanno affrontati prima di tutto come un problema politico. Sono assolutamente contrario alla proposta di Di Pietro e Maroni di nuove leggi di polizia, questo sì sarebbe il modo per precipitare in rotture da fine anni Settanta. E’ evidente che chi ha provocato gli incidenti aveva una totale sfiducia nella funzione e nella efficacia delle grande manifestazione. E’ di questo che bisogna discutere, naturalmente con tutto il rigore necessario. Bisogna che i movimenti sappiano validare con una discussione democratica le scelte che compiono. Bisogna che ci siano le assemblee, le sedi aperte e trasparenti ove si decidono quali sono i criteri e le forme organizzate delle manifestazioni e ove si chiarisce che chi non li rispetta è estraneo ad essa. Questa è la questione di fondo, rispetto alla quale non ci sono scorciatoie. O sappiamo affrontare questa crisi dei nostri movimenti e delle nostre lotte con un confronto aperto e con una pratica democratica vera, oppure rischiamo di veder travolte la nostra forza e le nostre ragioni. E’ molto facile, di fronte a questa crisi economica, alla disperazione che produce, alla chiusura e alla crisi della nostra democrazia, che cresca lo spazio per azioni di carattere disperato. Se vogliamo impedirlo dobbiamo maturare in fretta e, senza ipocrisie, assumerci la responsabilità dei fallimenti. E il 15 ottobre in Italia lo è stato.</cite></p>
<p>Giorgio Cremaschi<br />
Roma, 17 ottobre 2011</p>
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		<title>Rise up!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 15 ottobre 2011 si terrà nelle piazze d&#8217;Europa una manifestazione internazionale contro le politiche liberiste e monetariste dei nostri governi, della BCE e del FMI. Info logistiche. Da Genova i sindacati di base COBAS e USB stanno organizzando un pullman, per prenotazione: cobascomunege AT yahoo DOT it
La manifestazione è parte di una lotta globale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="i dettagli di quella italiana" href="http://15ottobre.wordpress.com/" target="_blank">15 ottobre 2011</a> si terrà nelle piazze d&#8217;Europa una <a title="i dettagli di quella italiana" href="http://15ottobre.wordpress.com/" target="_blank">manifestazione internazionale</a> contro le politiche liberiste e monetariste dei nostri governi, della BCE e del FMI. <a title="trasporti in Italia" href="http://15ottobre.wordpress.com/trasporti-15-ottobre-2011/" target="_blank">Info logistiche</a>. Da Genova i sindacati di base COBAS e USB stanno organizzando un pullman, per prenotazione: cobascomunege AT yahoo DOT it</p>
<p>La manifestazione è parte di una lotta globale sempre più netta tra chi la crisi la provoca, le grandi istituzioni finanziarie, le banche, le lobby delle multinazionali, e chi la subisce: i poveri. Grazie ad un <a title="Occupy Wall Street" href="http://attacgenova.wordpress.com/2011/10/04/occupy-wall-street-continua-la-protesta/" target="_blank">post</a> di <a title="tra gli autori di questo bellissimo blog genovese" href="http://pergenova.wordpress.com/" target="_blank">Giuseppe Oliva</a> sul sito di <a title="ATTAC" href="http://attacgenova.wordpress.com" target="_blank">ATTAC Genova</a> ho scoperto l&#8217;esistenza del movimento &#8220;<a title="The resistance continues at Liberty Square and Nationwide! " href="http://occupywallst.org/" target="_blank">Occupy Wall Street</a>&#8220;, che nonostante gli arresti, sta lottando duramente oltre oceano.</p>
<p>Infine, ripubblico questa storiella che mi ho appena ricevuto.</p>
<h4>LA CRISI DEGLI ASINI</h4>
<p><cite>Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.<span id="more-1208"></span><br />
I contadini erano effettivamente un po&#8217; sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.<br />
L&#8217;uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.<br />
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.<br />
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.<br />
Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l&#8217;ordine di vendere le bestie 400 € l&#8217;una.<br />
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.<br />
Come era prevedibile, i due uomini d&#8217;affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.<br />
Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il costo dell&#8217;asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.<br />
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).<br />
Eppure quest&#8217;ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.<br />
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l&#8217;aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.<br />
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità &#8230; Venne innalzata l&#8217;età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.<br />
Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.<br />
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato.<br />
Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.<br />
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.<br />
E voi, cosa fareste al posto loro?&#8230;. Che cosa farete?<br />
Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi<br />
</cite><br />
Sabato 15 ottobre 2011<br />
Giornata internazionale degli indignati</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inquinamento: &#8220;Lottero&#8217; per il mio ometto fino allo stremo&#8221;</title>
		<link>http://www.cristianonattero.com/blog/2011/09/16/inquinamento-lottero-per-il-mio-ometto-fino-allo-stremo/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 10:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
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		<description><![CDATA[
A Taranto l&#8217;ILVA sparge impunemente veleni, principalmente diossina, in nome di uno sviluppo che non ha senso ma che provoca tumori, malformazioni, malattie e morte. Le associazioni Taranto Sociale e PeaceLink documentano da anni la tragedia (&#8220;danno&#8221; o &#8220;problema&#8221; mi sembrano un po&#8217; poco).
Qualche giorno fa, sulla lista Ecologia di PeaceLink , è girata questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Taranto Sociale documenta questi crimini contro l'umanità" href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/i/1738.html" target="_blank"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-RTfA4lGlyP4/TnMizIlo06I/AAAAAAAADKw/ljBDGJsjOS8/s400/9289.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a><br />
A <a title="su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taranto" target="_blank">Taranto</a> l&#8217;<a title="su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ilva" target="_blank">ILVA</a> <a title="puoi partire da qui" href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/i/1738.html" target="_blank">sparge impunemente veleni</a>, principalmente diossina, in nome di uno sviluppo che non ha senso ma che provoca <a title="leggi per esempio qui..." href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/27651.html" target="_blank">tumori</a>, <a title="leggi per esempio qui..." href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/21516.html" target="_blank">malformazioni</a>, <a title="trovi moltissime informazioni partendo da qui" href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/i/1738.html" target="_blank">malattie e morte</a>. Le associazioni Taranto Sociale e PeaceLink documentano da anni la tragedia (&#8220;danno&#8221; o &#8220;problema&#8221; mi sembrano un po&#8217; poco).</p>
<p><cite>Qualche giorno fa, sulla lista Ecologia di PeaceLink , è girata questa mail, a cui non mi sento di aggiungere altro.</cite></p>
<p><cite>Scrivo da Parma in uno dei miei soliti viaggi della Vita per curare mio figlio da un male che sappiamo tutti avere una causa ambientale.</cite></p>
<p><cite>Le ragioni che cercano di impormi non mi bastano, io so solo che mio figlio oggi non ha potuto iniziare la sua PRIMA MEDIA e il suo zaino nuovo (&#8220;perchè ora sono grande mamma!&#8221;) comprato con tanto entusiasmo è rimasto nella sua cameretta che ormai vede così raramente perchè sempre in corsie d&#8217;ospedale.</cite></p>
<p><cite>E&#8217; questa la vita che vogliono imporci? E&#8217; questa la vita che vogliono dare ai nostri figli? Siamo ancora disposti a far pagare a loro la nostra incapacità di tutelarli fino in fondo?</cite></p>
<p><cite>Io non ci sto e per il mio ometto lotterò fino allo stremo delle forze perchè a lui venga ridata la Vita e agli altri bambini di Taranto non gli venga mai più negata.</cite></p>
<p><cite>Non ci sono ragioni che tengano: la salute di mio figlio non vale il posto di un operaio, nè il pil che vogliono far girare. Provi qualcuno a dirmi ancora questa cosa e gli farò vedere le braccia di mio figlio!</cite></p>
<p><cite>Lui oggi doveva essere tra i banchi di scuola e non con una flebo nel suo debole e fragile braccino.</cite></p>
<p><cite>Grazie per tutto ciò che fate per noi, non stancatevi di lottare e fatelo anche per il mio piccolo ometto.</cite></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scriviamo a Caterpillar</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 13:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[referendum]]></category>

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		<description><![CDATA[Scrivi a Caterpillar per chiedere di non partecipare al festival dell'acqua privata!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A inizio settembre si terrà a Genova il <a title="Festival dell'acqua" href="http://www.acquapubblicagenova.org/2011/07/27/il-%e2%80%9cfestival%e2%80%9d-che-prende-in-giro-i-cittadini%e2%80%a6/" target="_blank">festival dell&#8217;acqua</a></strong>, iniziativa presentata come la continuazione del <a title="Acqua Bene Comune" href="http://www.referendumacqua.it/" target="_blank">referendum</a>, ma che in realtà è un&#8217;operazione di risciacquo mediatico delle grosse società private (soprattutto spa quotate in borsa) che gestiscono il servizio idrico in Italia. Lo scopo è  quello di far accettare ai cittadini l&#8217;immagine di Federutility, che è stata uno dei più acerrimi avversari del comitato promotore del referendum.</p>
<p>Scriviamo a <a title="il blog della trasmissione" href="http://caterpillar.blog.rai.it/" target="_blank">Caterpillar</a> per chiedere di non partecipare!</p>
<p>Bisogna mandare una mail a caterpillar@rai.it, cercando di scrivere qualcosa di personale. A corto di idee o di tempo? Ok, il copia e incolla è  meglio di niente:<span id="more-1181"></span></p>
<p>Qui la lettera che ho mandato io</p>
<p><cite>Cari amici di Caterpillar,<br />
sono uno dei volontari che ha dedicato tanto tempo alla lotta per la difesa dell&#8217;acqua, culminata con la campagna referendaria e la vittoria alle urne. Sono solo uno, ma insieme alle centinaia di migliaia di persone che da anni si battono per l&#8217;acqua, mi trovo a dover difendere il voto della maggioranza assoluta degli elettori: togliere i profitti dall&#8217;acqua, riaprire alla ripubblicizzazione.<br />
Questa difesa è necessaria perché le multiutility, una larga parte della nostra classe politica e molte istituzioni finanziarie vanno in direzione opposta e, per farci accettare le privatizzazioni, stanno facendo una forte campagna mediatica. Il festival dell&#8217;acqua, che si terrà a inizio settembre a Genova, e che si sposterà poi in altre città italiane è una delle colonne portanti di questa campagna. Questa operazione, a fine di lucro, viene presentata come un&#8217;iniziativa per ragionare insieme sulla gestione dell&#8217;acqua. Si tratta invece soprattutto di un risciacquo mediatico per portare credibilità a Federutility &#8211; uno dei più acerrimi avversari dei referendum &#8211; ed alle principali spa che la rappresentano: ACEA, IREN, Veolia, ecc.<br />
Mi ha colpito la notizia che la vostra trasmissione, da anni così vicina a molte cause sociali ed ambientali, abbia deciso di partecipare al festival.<br />
Come forum italiano dei movimenti per l&#8217;acqua non riconosciamo il festival come luogo di discussione credibile sulla gestione dell&#8217;acqua, e come cittadino sono preoccupato per la piega che sta<br />
prendendo: per questi motivi vi chiedo di riconsiderare la partecipazione della vostra trasmissione.<br />
</cite></p>
<p>E qui quella scritta dalla segreteria del <a title="Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua" href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank">forum</a></p>
<p><cite>Cari amici di Caterpillar,</cite></p>
<p>scrivo a nome del Comitato Referendario “2 Si per l’acqua bene comune” che ha scritto il 12 e il 13 giugno 2011 un&#8217;importante pagina della politica e della partecipazione democratica in questo paese.<br />
Oggi il Comitato Referendario è impegnato nel difendere i risultati della consultazione e ha accolto con sorpresa la partecipazione di Caterpillar al primo Festival dell’Acqua, che si terrà a Genova dal 4 al 10 settembre e per il quale sono stati annunciati collegamenti giornalieri con voi durante l’associata “staffetta dell’acqua” che nei giorni seguenti toccherà diverse città in tutta la penisola (www.festivalacqua.org).</p>
<p>Crediamo che Caterpillar, che consideriamo un programma intelligente e sempre attento ai contenuti, questa volta abbia preso un abbaglio e, ingannato dalla presentazione del Festival come coerente prosieguo del referendum, abbia deciso un po’ troppo celermente di affiancare il proprio nome all’evento, fornendo ad esso una legittimazione etica che di certo non merita.</p>
<p>Il Festival dell’acqua, infatti, è organizzato da Federutility, consorzio di società per azioni (Iren, Acea, Hera&#8230;) che fanno profitti sull’acqua e sugli altri beni comuni e che durante il referendum hanno remato ovunque contro il referendum, pronunciandosi anche pubblicamente a difesa dei loro profitti. Nella sponsorizzazione fanno compagnia a Caterpillar multinazionali come Veolia, sulla quale penso non sia necessario aggiungere nulla.</p>
<p>Il Comitato per l’acqua pubblica promuoverà una campagna di corretta informazione a tutta la cittadinanza genovese e italiana, attraverso internet e attraverso metodi tradizionali, come fatto per i referendum.</p>
<p>Nei giorni del Festival e della staffetta organizzeremo proteste e eventi alternativi in cui informeremo la popolazione sui possibili scenari post referendari.</p>
<p>Per presentare una relazione ai loro convegni Federutility chiede sponsorizzazioni fino a 50.000 euro provenienti dai profitti sulle bollette dei cittadini. Noi invece, gratis, cercheremo di fare parlare tutti, esperti, personalità, gente comune e i volontari che in questi anni hanno dato tutto il loro tempo libero per la causa dell’acqua pubblica.</p>
<p>Per questo vi chiediamo di valutare attentamente e di riconsiderare la vostra partecipazione al Festival dell&#8217;Acqua promosso da Federutility.</p>
<p>Voler iniziare la nuova stagione di Caterpillar parlando di acqua pubblica ci pare una lodevole intenzione, per questo saremo lieti di mettervi in contatto con i Comitati territoriali delle varie città previste nella “staffetta” affinché, se lo ritenete opportuno, possano intervenire in trasmissione.</p>
<p>Non prestate il vostro spazio ai privatizzatori: Caterpillar e i suoi ascoltatori meritano di meglio.</p>
]]></content:encoded>
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