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Archive for the ‘politica’ Category

Solidarietà alla popolazione della Valle di Susa

28 giu

Oggi a Genova faremo un presidio di solidarietà con la popolazione della Val di Susa, sgombrata ieri con la forza dal presidio della Maddalena, a Chiomonte. Qui ho scritto alcuni dei motivi per cui partecipare.

L’appuntamento è oggi, martedì 28 giugno, ore 18, davanti alla prefettura di Genova, Largo Lanfranco 1.

 
 

Violenza in Val Susa

27 giu

Questa mattina alle 6:23 un SMS mi informa che la polizia è arrivata in Val Susa. Il resto degli aggiornamenti li seguo dai siti dei No TAV:

e da Twitter:

Questi i principali, ma cercando se ne trovano molti altri.

Cosa succede? Le forze dell’ordine sono state mandate a sgombrare il presidio della Maddalena, a Chiomonte, in Val Susa, presidio che impediva l’apertura del cantiere per un tunnel esplorativo propedeutico alla realizzazione dell’intera opera e soprattutto propedeutico alla ricezione di un finanziamento dall’Unione Europea.

Qui c’è un insieme di documenti che spiega perché la popolazione della Val Susa resiste da più di vent’anni contro questa opera.

 

Le gare non sono la concorrenza!

09 giu

La concorrenza non esiste nel servizio idrico: chi gestisce l’acqua è un monopolista, fine. Cercano di convincerci che la concorrenza si avrà con le gare, per decidere a chi assegnare il mercato, e questa è un’illusione. La parola gara richiama l’immagine dei corridori ai blocchi di partenza: pronti via, il migliore vince. Nella realtà non verrà qualcuno a gareggiare con IREN o con Acqualatina.  Semplicemente la parte di capitale pubblico nelle quattro principali aziende – che si sono già spartite il nostro territorio – sarà alienata, e l’acquirente privato se la porterà via per un pezzo di pane, perché la legge obbliga alla privatizzazione entro la fine dell’anno.

Alienare (o privatizzare) un bene pubblico è facile, espropriarlo, riprendercelo, è un disastro. Fermiamoci adesso, andiamo a votare sì!

 

Privatizzare è vendere la vita

09 giu

Più studio il problema dell’acqua, più mi chiedo quale sia il ruolo più importante di uno Stato.

(altri video su www.referendumacqua.tv )

L’acqua è un bene comune, perché ne possiede le due caratteristiche fondamentali:

  1. non ne possiamo fare a meno
  2. l’uso è “rivale“, è cioè disponibile in quantità limitata e se qualcuno ne prende troppo per gli altri ne rimane poco.

Sui beni comuni non deve essere permesso fare profitto, perché altrimenti scatta la corsa all’accaparramento, e succede un fenomeno così grave che gli economisti, per definirlo, non usano la parola “problema”. La parola che usano è tragedia.

L’acqua è un diritto, perché senz’acqua non si vive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che con meno di 50 litri di acqua pulita a testa al giorno si avvertono i primi effetti sulla salute, e che con meno di 20 è a rischio la vita. Questa quantità ci serve per bere, ma anche per lavarci, lavare le stoviglie, la biancheria, i cibi, in pratica: l’acqua serve per praticare l’igiene, intesa come scienza e pratica della conservazione della salute. E’ per questo motivo che dopo una lunga lotta, lo scorso anno, e precisamente il 29 luglio 2010, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato a maggioranza una risoluzione che dice:
L’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita.
L’Italia ha votato a favore di questa risoluzione, eppure ha approvato negli anni leggi che, se non raggiungiamo il quorum al referendum, porteranno a compimento la totale e definitiva privatizzazione e mercificazione dell’acqua, e quindi della vita.

E’ inutile che ci dicano che non viene privatizzata l’acqua ma solo la gestione: senza una gestione l’acqua non arriva nelle nostre case.  E la privatizzazione in Italia è già possibile da quasi vent’anni, ed ha portato tutti i problemi che possiamo immaginare: aumento delle bollette, diminuzione della manutenzione e degli investimenti, licenziamenti e precariato del lavoro, aumenti dei consumi. E soprattutto mancanza di democrazia. Quando l’acqua è data in mano ad una società di capitali, si passa il servizio da un ente di diritto pubblico ad un ente di diritto privato e la privatizzazione avviene per almeno tre motivi:

  1. lo scopo: un ente di diritto pubblico ha lo scopo di fornire un servizio, una società di capitali ha lo scopo di fare profitto per i soci(da statuto e da Codice Civile). Poco importa che ci sia una maggioranza di capitale pubblico: il privato vuole il suo profitto ed ha molti modi per guidare il comportamento delle società. In questo senso ACEA, A2A, HERA, ed IREN sono società private.
  2. la trasparenza: l’acqua deve rimanere pubblica perché il contrario di pubblico è privato. Un ente di diritto pubblico ha l’obbligo di trasparenza, una società di diritto privato ha il diritto di riservatezza.
  3. la democrazia: nel momento in cui si affida la gestione dell’acqua al privato, il luogo delle decisioni si sposta dal Consiglio Comunale al consiglio di amministrazione di un’azienda. Nel Consiglio Comunale ci sono i nostri rappresentanti eletti, e noi possiamo costringerli a dimettersi, se lavorano male, o al limite alla successiva tornata elettorale (5 anni al massimo) non li votiamo più. Sui consiglieri di un’azienda privata non abbiamo la possibilità di influire, e le concessioni durano 30 anni.

Se permettiamo di completare la privatizzazione dell’acqua, spogliamo il nostro Stato, di uno dei suoi ruoli più importanti per affidarlo al mercato: garantire ai cittadini l’acqua. Ma l’acqua non è una merce qualunque, non è un paio di scarpe, l’acqua è una condizione necessaria alla vita. Ma il privato non ha lo scopo di garantire la vita, ha l’unico scopo di arricchirsi. Anche a scapito della vita.

 

il 3 giugno siamo a Music for Peace!

30 mag

L’acqua non si vende!
Venerdì 3 giugno, dalle 18:30 in poi, saremo al festival di Music for Peace, in Via Balleydier 60 (zona elicoidale) a Genova, per promuovere ancora i referendum per l’acqua. Ci saranno i comici Diego Parassole, Alberto Patrucco ed Enzo Paci, resi famosi da Zelig, ci sarà il cantante Luca Bassanese (che ci fa commuovere sempre), e tutti vengono gratuitamente.  Interverranno poi Emilio Molinari, già presidente del comitato italiano per il Contratto Mondiale sull’Acqua e Ugo Mattei, coredattore dei quesiti referendari, due delle voci più autorevoli del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

L’evento è anche su facebook.

 
 

Salva l’acqua!

12 mag

Cari amici,

ormai manca un mese ai Referendum: il 12 e 13 giugno, in tutta Italia, si vota su acquanucleare e legittimo impedimento.
I quesiti sull’acqua sono due:

  1. il primo serve a cancellare la norma che obbliga i comuni a cedere ad aziende private la gestione del servizio idrico;
  2. il secondo chiedere di modificare la legge che garantisce al gestore un profitto, buona o cattiva che sia la gestione.

I giornali e le TV non ne parlano: parliamone noi!
Bisogna andare ai seggi e votare SI’ perchè l’ACQUA E’ UN DIRITTO!

Attiviamoci, basta poco:

  1. gira questa mail a TUTTI i tuoi contatti, e pubblicala sul tuo blog/sito, e su facebook (iscriviti al gruppo Comitato “2 sì per l’Acqua Bene Comune” Genova)
  2. fai un elenco di persone che conosci: avvisale TUTTE e chiedi loro di spargere la voce
  3. parla coi negozianti che conosci, e chiedi loro di esporre volantini e locandina
  4. lascia un volantino nelle cassette delle lettere del tuo palazzo, e proponi ai tuoi amici di fare altrettanto

Per avere informazioni e materiale (volantini, bandiere, spillette, magliette, adesivi..) contattaci a: gruppoacquagenova@gmail.com , o vieni a riunione il lunedì alle 18.15 in via San Luca 15/7 – tel. 320 2738711

materiale scaricabile:
http://www.acquapubblicagenova.org/materiali-scaricabili/

www.referendumacqua.itwww.acquapubblicagenova.org
Gruppo facebook: Comitato “2 sì per l’Acqua Bene Comune” Genova

Contiamo su di te!
Il Comitato “2 sì per l’Acqua Bene Comune” di Genova

 
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Resistenza oggi?

25 apr

(Luca Bassanese, qui alla manifestazione nazionale per l’acqua del 26 marzo, sarà a Genova il 3 giugno)

L’acqua è un diritto: senza, non si vive. Lo dice l’OMS, secondo cui il fabbisogno di una persona è di 50 litri di acqua al giorno: al di sotto la salute inizia a risentirne. Lo dice l’ONU, con una risoluzione approvata a maggioranza lo scorso anno:

L’accesso a un’acqua potabile, pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita.

L’Italia ha votato a favore di questa risoluzione, eppure oggi nel nostro paese l’acqua è una merce, non un diritto. E’ una merce perché la legge impone la privatizzazione entro la fine di quest’anno. E’ una merce perché la legge garantisce al gestore privato di fare profitti: non esiste più nemmeno il rischio di impresa!

I nostri nonni non hanno fatto la guerra di Liberazione per questo. I loro compagni, che hanno dato il sangue nella Resistenza non sono morti per questo. Hanno dato la loro unica e preziosa vita perché a noi toccasse un mondo migliore, un mondo in cui i diritti fossero garantiti.

Alziamoci adesso e diamoci da fare: la Resistenza oggi passa anche attraverso la lotta per l’acqua, una lotta che sta unendo il popolo italiano. Il 12 ed il 13 giugno ci sono i referendum per cancellare queste leggi ingiuste: col primo si ferma la privatizzazione, col secondo si tolgono i profitti dall’acqua. Dobbiamo spargere la voce e portare a votare circa 25 milioni di italiani. Non abbiamo i mezzi di comunicazione di massa dalla nostra parte, ma non siamo disarmati: siamo tanti e siamo diffusi sul territorio. Facciamoci un elenco di persone che conosciamo e una per una contattiamole, informiamole e chiediamo loro di fare altrettanto. Non è il momento di essere pessimisti, è il momento di attivarci, anche questa oggi è Resistenza!

Viva il 25 aprile, viva la Liberazione!

 

Si scrive acqua, si legge democrazia.

21 apr

E’ importante spargere la voce: il 12 ed il 13 giugno ci sono i referendum. Bisogna andare ai seggi a votare sì per difendere il diritto all’acqua. E non solo quello, come ricorda questo articolo dell’espresso:

  1. sì, per fermare la privatizzazione dell’acqua
  2. sì, per impedire di lucrare sull’acqua
  3. sì, per fermare il nucleare
  4. sì, per abolire il legittimo impedimento e ribadire che la legge è uguale per tutti Read the rest of this entry »
 

Il territorio è una risorsa: come ridurne il consumo?

23 feb

Partecipattiva incontra Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano (MI), promotore del movimento STOP al Consumo di Territorio ed autore di questo minilibro.

L’appuntamento è per Venerdì 25, alle ore 17:30, all’hotel Stella del Mare, Viale Millo 115, Chiavari (GE).

 
 

Acqua pubblica Genova

14 feb

L’acqua è un diritto, e questa primavera andremo a votare al referendum: due sì per l’acqua bene comune.

Stiamo aspettando che fissino la data: firma la petizione per chiedere che il referendum venga accorpato alle elezioni amministrative, per risparmiare soldi e raggiungere più facilmente il quorum.

Anche a Genova c’è un comitato di persone che la difende e che promuove il referendum, e chiunque sia interessato può partecipare.

  • Perché? Perché è in gioco un diritto vitale nostro e dei nostri figli.
  • Come? Scrivi a gruppoacquagenova@gmail.com e offri il tuo aiuto. Ci vediamo il secondo lunedì del mese (ma stiamo intensificando).
  • Cosa? E’ importante raggiungere il quorum (metà degli elettori + 1), per questo bisogna dare visibilità al referendum: parlarne coi vicini di casa, con gli amici, coi parenti. Organizzare incontri, distribuire volantini, e altro, scrivici.
  • Quando? Subito!
  • Chi? Io, tu, tutti!
 
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