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	<title>kr1zz &#187; società</title>
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		<title>Lettera del GAS di Bussoleno</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 08:07:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Domenica scorsa, la cooperativa Valli Unite ha invitato i GAS ad una giornata di riflessione. Il GAS di Bussoleno non ha potuto partecipare, ma ha inviato la bellissima lettera che vi riporto sotto. Per chi vuole approfondire: http://www.notav.info/.

Cari Amici e Soci di Valli Unite,
Quest’oggi avremmo dovuto trascorrere piacevolmente la giornata insieme a Voi come piccola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.notav.info/senza-categoria/diretta-da-giaglione-diamoci-un-taglio/"><img class="alignleft" title="diamoci un taglio" src="http://www.notav.info/wp-content/uploads/notavvv.png" alt="i manifestanto di domenica scorsa, che hanno tagliato in vari punti la recinzione del finto cantiere di Chiomonte" width="390" height="258" /></a>Domenica scorsa, la <a title="Valli Unite" href="http://www.valliunite.com" target="_blank">cooperativa Valli Unite</a> ha invitato i <a title="Gruppi di Acquisto Solidale" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gruppo_di_acquisto_solidale" target="_blank">GAS</a> ad una <a title="l'invito all'incontro" href="http://www.valliunite.com/dwnld/incontrogas.pdf" target="_blank">giornata di riflessione</a>. Il <a title="la scheda coi contatti è qui" href="http://www.retegas.org/index.php?module=pagesetter&amp;func=viewpub&amp;tid=3&amp;pid=780" target="_blank">GAS di Bussoleno</a> non ha potuto partecipare, ma ha inviato la bellissima lettera che vi riporto sotto. Per chi vuole approfondire: <a title="no tav!" href="http://www.notav.info/" target="_blank">http://www.notav.info/</a>.</p>
<p><cite><br />
Cari Amici e Soci di Valli Unite,<br />
Quest’oggi avremmo dovuto trascorrere piacevolmente la giornata insieme a Voi come piccola rappresentanza del Gruppo d’acquisto Solidale “Bussoleno”. Purtroppo questa libertà non ci è concessa perché chiamati ad altri impegni di cittadinanza e resistenza.<br />
</cite><br />
<cite><span id="more-1227"></span><br />
Avremmo dovuto raggiungere Costa Vescovato partendo dalla nostra Valle di Susa.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Qui, che lo sappiate oppure no, stanno accadendo cose gravissime.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Il diritto inalienabile di essere e di sentirsi liberi cittadini di una Repubblica democratica, nata dal desiderio di libertà e dal martirio civile di tanti resistenti, è negato dall’arroganza politica, dalla violenza delle forze del “disordine” e di giornalisti prezzolati, dall’indifferenza e dal malinteso di buona parte dei cittadini Italiani ed europei.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Se non appartenete, (e ne siamo convinti), alla grande schiera dei “colpevoli indifferenti” saprete di cosa stiamo scrivendo, a quale enorme disagio stiamo alludendo, a quale disumano e inutile progetto ci stiamo opponendo ormai da più di vent’anni. Oggi più che mai, la nostra opposizione è entrata nel vivo: tutti siamo chiamati ad esserci senza possibilità di delega e con la consapevolezza che il potere, spinto all’angolo e spaventato dalle buone ragioni dei cittadini, è capace di mostrare i denti ed abbandonarsi alle più disumane e violente scelleratezze.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Non siamo lì con Voi perché abbiamo delle reti da tagliare alla Maddalena di Chiomonte: sono reti fisiche che separano il potere dalle necessità reali e dalle urgenze della gente, reti ideali che confermano arroccamenti, privilegi e politiche di regime, reti che proteggono interessi economici enormi ed un cantiere “fantasma”, che non esiste e che mai esisterà!<br />
</cite><br />
<cite><br />
Noi siamo i mediatici “black block”, i ribelli presidianti, i quattro gatti che si oppongono al progresso, i montanari violenti ed eversivi da porre sotto stretta sorveglianza militare con un costosissimo dispiegamento di forze (€ 90.000 al giorno – Fonte: sindacato di Polizia). Siamo cittadini da intimorire e vessare con quotidiane minacce, con un uso spregiudicato della giustizia e delle forze di polizia, da infangare con l’arte della menzogna, da sottoporre al continuo insulto di politicanti e dei partiti che rappresentano.<br />
</cite><br />
<cite><br />
La nostra Valle, che lo si dichiari apertamente oppure no, è MILITARIZZATA e la democrazia appare sospesa, annullata per garantire la soddisfazione degli interessi economici di pochi. Se alziamo la voce, se osiamo affermare le nostre ragioni veniamo accolti con lacrimogeni sparati ad altezza d’uomo, precedentemente utilizzati in Vietnam, Irlanda del Nord, Genova 2001 e Iraq e vietati dalla convenzione sulle armi chimiche di Parigi del 1993 per il loro elevato grado di tossicità e per le loro componenti cancerogene. Tutto ciò per una linea ferroviaria veloce inutile, antieconomica nei presupposti, costosissima, irrimediabilmente dannosa per l’ambiente e per la salute delle generazioni che lo abitano, quelle attuali e quelle future.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Sappiamo, con grande riconoscenza e profonda amicizia, che Valli Unite è dalla nostra parte, partigiani in questa opposizione popolare, fondata e pacifica.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Domenica metterò nello zaino una bottiglia di vino delle Valli e mi auguro che si possa brindare ad una giornata di resistenza civile, pacifica e senza incidenti. Mi piace immaginare che anche voi alzerete i bicchieri per la mia Valle, non per il suo onore ma perché, insieme, ci si possa sentire dalla stessa parte, dalla parte giusta.<br />
</cite><br />
<cite><br />
Un abbraccio<br />
</cite><br />
<cite><br />
GAS “Bussoleno”<br />
</cite></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Punti di vista</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<category><![CDATA[15 ottobre]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho riportato alcuni punti di vista diversi, forse anche diversi dal mio, su quello che è successo a Roma sabato scorso, le opinioni di

uno degli organizzatori
un poliziotto in servizio
chi è andato a Roma per praticare la violenza su un bersaglio ben preciso

Buona lettura.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho riportato alcuni punti di vista diversi, forse anche diversi dal mio, su quello che è successo a Roma sabato scorso, le opinioni di</p>
<ul>
<li><a title="15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/17/15-ottobre-un-fallimento-su-cui-discutere-seriamente/">uno degli organizzatori</a></li>
<li><a title="qui" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/18/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto/">un poliziotto in servizio</a></li>
<li><a title="qui" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/18/lopinione-dei-black-block-se-cosi-volete-chiamarci/">chi è andato a Roma per praticare la violenza</a> su un bersaglio ben preciso</li>
</ul>
<p>Buona lettura.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>15 ottobre, riflessioni di un poliziotto</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto anche un altro punto di vista, quello di un poliziotto in servizio il 15 ottobre a Roma:
Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.
La rete mette a disposizione materiale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto anche <a title="leggibile, per chi usa FB, a questo indirizzo..." href="http://www.facebook.com/notes/ludovica-pizzetti/15-ottobre-riflessioni-di-un-poliziotto/10150408823916005" target="_blank">un altro punto di vista</a>, quello di un poliziotto in servizio il 15 ottobre a Roma:</p>
<p>Dopo la difficile giornata di ieri e una notte che avrebbe dovuto portare consiglio al risveglio mi trovo con le stesse convinzioni di ieri: in piazza San Giovanni è stata sconfitta la democrazia.</p>
<p><span id="more-1215"></span>La rete mette a disposizione materiale su quello che è accaduto ieri, c’è l’imbarazzo della scelta: ci sono i violenti che devastano (minoranza) e le persone pacifiche (la maggioranza) che manifestavano e che cercavano addirittura di fermare i violenti. La condanna delle forme di violenza è alla base della civiltà e della convivenza e questo è il primo punto fermo; il secondo è la libertà di espressione e di manifestare nel rispetto della leggi, questo purtroppo non è avvenuto e <strong>la responsabilità va attribuita allo Stato che attraverso le sue Istituzioni non è riuscito a garantire lo svolgimento di una manifestazione. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che senso ha criminalizzare il movimentismo? Chiedergli l’isolamento dei violenti? Il movimento esprime disagi, rappresenta problematiche che una classa politica vera ascolterebbe per trovare soluzioni attraverso soluzioni legislative.  Il male superiore diventano le persone che scendono in piazza o quelli che approfittano di questi eventi per mettere in pratica violenze e devastazioni? Si rischia di trasformare le vittime in carnefici se si generalizza in modo superficiale. Perché le Istituzioni non riconoscono di aver fallito? <strong>L’ordine Pubblico di ieri è stato fallimentare e ha segnato una sconfitta per tutti noi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Ieri se non fossi stato di servizio avrei partecipato con mio figlio,</strong> qualcuno forse può darmi del violento o tacciarmi per uno che non contrasta la violenza?</p>
<p>La città era blindata, gli uffici periferici praticamente chiusi per aver fornito uomini e mezzi all’emergenza della capitale e il risultato è sotto gli occhi di tutti; che l’apparato della sicurezza non ha funzionato è evidente come il fallimento di una sistema che si limita a blindare senza prevenire.</p>
<p>I modelli di ordine pubblico non si creano con un giorno ma se per anni si svuotano di significato gli apparati investigativi (<strong>con tagli o continui prelievi per pattuglioni e ordine pubblico</strong>) <strong>resta solo il modello “militare” fatto di un’enorme “fanteria” dislocata per strada senza una preparazione adeguata e senza equipaggiamenti. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ieri ero con altre decine di colleghi in piazza del parlamento, la stragrande maggioranza non aveva esperienze di Ordine Pubblico, personale preso in ogni ufficio per fronteggiare il grande evento, siamo stati schierati e pronti ad intervenire dalle 13 fino alle 22 potendo fruire del solo sacchetto vitto delle 13 e senza altro fino alle 23.00 (inizio servizio alle 11,30 e fine servizio ore 23.00), un fallimento anche dell’organizzazione interna che continua a non rispettare i lavoratori di polizia, i loro contratti e la loro dignità professionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il modello “militare” era stato  applaudito in occasione del 1° Maggio  (nonostante violazioni contrattuali nei confronti dei lavoratori di polizia) e ierii invece si è dimostrato fallimentare, come lo era stato il 14 dicembre, evidentemente perché lo stesso modello non può essere applicato per il black bloc e per i pellegrini.</p>
<p>Oggi molti dei colleghi coinvolti negli scontri saranno nuovamente impiegati per garantire l’ordine pubblico allo stadio, ragione in più per ritenere questo modello non più accettabile anche per limiti operativi evidenziati e per la mancanza di rispetto per i lavoratori di polizia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Noi che facciamo sindacato e conosciamo i meccanismi interni le pecche di un modello militare che è solo scenico, dove la preparazione e la professionalità sull’ordine pubblico sono subordinate alla “scenografia”. </strong>Quando poi si creano situazioni di guerriglia urbana è difficile tenere la situazione sotto controllo, se non si riesce  a prevenirle dopo diventa difficile, se non impossibile, gestirle. In altre occasioni si è bonificato il percorso, sono stati tolti i cassonetti e  sigillati i tombini proprio per prevenire incendi e la possibilità di alzare barricate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un modello diverso di società e un diverso modello di ordine pubblico sono alla nostra portata o resteranno un’utopia?</p>
<p>Lo squallore peggiore continua a fornirlo gran parte della classe politica che sta esasperando il paese con la loro politica di macelleria sociale, con manovre economiche che non intaccano ricchezze e privilegi ma affamano le persone e che si presenta in tv a commentare e strumentalizzare proteste legittime e pacifiche nella stragrande maggioranza, incapace di comprendere che alla base di tutto ci sono loro e della loro incapacità di governare nell’interesse pubblico.</p>
<p>Oggi proporranno inasprimenti delle pene, nuove compressioni dei diritti individuali facendo finta di non capire che la sicurezza urbana, che loro continuano a tagliare, non si esaurisce con il contrasto alla prostituzione ma passa per tutte le libertà, anche quelle di scendere in piazza per poter esprimere le proprie idee.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Mirko Carletti</p>
<p>*Mirko Carletti è poliziotto e sindacalista del Silp Cgil</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;opinione dei &#8220;Black Block&#8221;, se cosi volete chiamarci.</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:18:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Riporto qui un articolo pubblicato su Facebook da Antifascismo Militante Italiano, a favore dell&#8217;uso della violenza (anche se non indiscriminata):

Bene. Si è concluso questo weekend dove i giornalisti sentono ancora i postumi della sbronza, ubriaci ingordi pronti ad enfatizzare ogni singola goccia di rum concorrenti in una gara di fantasia. Rimane tanta amarezza tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/MT-w530gMAZdCUQZkoVv90hjej23ohvA98bB8sUh_2M?feat=embedwebsite"><img class="alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="https://lh3.googleusercontent.com/-5gtbnET9Uxs/Tp17cxFiPjI/AAAAAAAADNI/fRmzBq7dy_o/s800/antifascismoMilitanteItaliano.jpg" alt="" width="180" height="155" /></a> Riporto qui <a title="leggibile, per chi usa FB, a questo indirizzo..." href="http://www.facebook.com/notes/antifascismo-militante-italiano/lopinione-dei-black-block-se-cosi-volete-chiamarci/275681912463935" target="_blank">un articolo</a> pubblicato su Facebook da <a title="qui la pagina..." href="http://www.facebook.com/Antifascismo.Militante.Italiano" target="_blank">Antifascismo Militante Italiano</a>, a favore dell&#8217;uso della violenza (anche se non indiscriminata):</p>
<p><span id="more-1212"></span><br />
Bene. Si è concluso questo weekend dove i giornalisti sentono ancora i postumi della sbronza, ubriaci ingordi pronti ad enfatizzare ogni singola goccia di rum concorrenti in una gara di fantasia. Rimane tanta amarezza tra tutti gli indignati, pacifici e non. Gli unici a festeggiare coloro che la violenza la vedono come un fine e non un mezzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non vogliamo prendere parola per descrivere il disagio che sicuramente gli indignati &#8220;pacifici&#8221; hanno subito, non rientrando tra questi, ma pretendiamo di prendere parola per il disagio che abbiamo e stiamo subendo noi, razza mista o bastarda che condivide ideali degli uni e mezzi degli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi spiace esplicitare le intenzioni di sabato rubando e restringendo lo spazio a disposizione della fantasia giornalistica ormai divenuta una disciplina candidata al premio Nobel, ma sentire cazzate al telegiornale mi ferisce, e mi ferisce ancor più vedere il popolo dissetarsi con lo stesso rum di cui hanno abusato i giornalisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sabato il corteo doveva dividersi in &#8220;via dei Fori imperiali&#8221;, lasciando agli antagonisti più decisi l&#8217;opportunità di provare ad arrivare al parlamento occupando la piazza antistante per poi dedicarla all&#8217;accampamento degli indignati &#8220;pacifici&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ciò non è stato neanche provato per colpa di quei 15enni teppisti amanti della violenza per la violenza. Con ciò voglio delucidarvi, cari indignati, sul fatto che il fine è sempre stato considerato lo stesso, che siamo vostri compagni e non vostri nemici, che seppur non abbiamo bandiere abbiamo un&#8217;identità propria e una dignità personale, la quale sabato ci è stata tolta doppiamente: in primis dai decelebrati fautori del bordello; sucessivamente da voi che ci avete accumunato a loro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Voglio informare voi cari che chi ha bruciato macchine, spaccato vetrine, distrutto santini, non era tra quelli che il 3 luglio in Val di Susa hanno cercato di riappropriarsi del cantiere ne tra quelli che il 14 dicembre a Roma hanno cercato di arrivare al parlamento. E seppur ora siete dominati da odio, incomprensione e sfiducia, vi preghiamo di non generalizzare, di non chiederci &#8220;Cosa cazzo avete fatto?!&#8221; perchè non abbiamo fatto nulla che abbia mai potuto ledervi e da quelle vandale rappresaglie ci vogliamo dissociare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Invece si c&#8217;eravamo in piazza S.Giovanni, non per odio ne per sete di guerra, ma per semplice difesa di un punto d&#8217;arrivo.</p>
<p>Non eravamo in 500, ma in 5.000. E saremo sempre di più contro un sistema che ha solo da togliere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per voi invece, cari giornalisti, cara Digos e quant&#8217;altro, mi spiace dirvelo ma a differenza di quanto pensiate non eravamo organizzati per niente. Se solo lo fossimo stati non saremmo qui a parlare di macchine bruciate o di vetrine distrutte, ma di occupazione del parlamento, di sabotaggio della Banca d&#8217;Italia e di sovversione ad un sistema che rimane mafioso e corrotto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per voi altri &#8220;pacifisti&#8221; che alla prima notizia di macchine bruciate avete accusato i nostri compagni presenti e indignati come voi, che come voi erano nel corteo vi dedichiamo un bel &#8220;vaffanculo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un &#8220;vaffanculo&#8221; per non sapere ma voler giudicare.</p>
<p>Un &#8220;vaffanculo&#8221; perchè in Val di Susa ci incitavate a non demordere, ringraziandoci di essre venuti.</p>
<p>Un &#8220;vaffanculo&#8221; perchè sabato quando ne avevate bisogno ci avete chieste aiuto, limoni e malox</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E infine per voi luridi teppisti 15enni che avete trasformato Roma in un teatro dove siete stati attori della vostra stessa rabbia repressa, a voi che avete rovinato una grande opportunità, vi diciamo &#8220;arrivederci&#8221;, &#8220;arrivederci&#8221; a presto. La prossima volta non ci saranno i Cobas, la CGIL o i viola a urlarvi &#8220;VIA, VIA, VIA!&#8221;, ma ci saremo noi, e non saremo cosi clementi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si, siamo d&#8217;accordo con la sfasciatura simbolica delle banche;</p>
<p>si, non neghiamo l&#8217;uso della violenza per fini più nobili;</p>
<p>si, c&#8217;eravamo in piazza S.Giovanni;</p>
<p>no, i carabinieri sulla camionetta non sono scesi da soli ma li abbiamo fatti scendere;</p>
<p>no, seppur non cattolici non ci saremmo mai permessi di distruggere sampietrini offendendo credenze altrui.</p>
<p>no, ci dissociamo dall&#8217;assalto alle macchine di precari come noi;</p>
<p>no, non ci siamo mai permessi di rovinare cortei che non ci appartenessero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>NON GENERALIZZATE!</p>
<p>Cordialmente,</p>
<p>Quello che chiamate “Blocco Nero”<br />
<a href="https://picasaweb.google.com/lh/photo/RqYhga_lYvn_tMvk0Np8o0hjej23ohvA98bB8sUh_2M?feat=embedwebsite"><img src="https://lh3.googleusercontent.com/-p0PIz7rTF4o/Tp17c9GyDnI/AAAAAAAADNM/r6llScQLYJc/s800/315074_275682212463905_187638181268309_946476_923243883_a.jpg" alt="" width="180" height="151" /></a></p>
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		<item>
		<title>15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente</title>
		<link>http://www.cristianonattero.com/blog/2011/10/17/15-ottobre-un-fallimento-su-cui-discutere-seriamente/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[25 ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[Cremaschi]]></category>
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		<category><![CDATA[Giorgio]]></category>
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		<description><![CDATA[Una riflessione ancora diversa, questa volta a scrivere è Giorgio Cremaschi:

E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.

 Noi, che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione ancora diversa, questa volta a scrivere è <a title="su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Cremaschi" target="_blank">Giorgio Cremaschi</a>:<br />
<cite><br />
E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.</cite></p>
<p><cite><br />
<span id="more-1220"></span> Noi, che siamo tra coloro che l’hanno promossa e organizzata, abbiamo il dovere di scusarci con tutte e tutti coloro che sono venuti lì per manifestare e basta. Non siamo stati in grado di garantire ad essi l’esercizio di questo loro diritto. Una minoranza, non è importante quanto vasta, ma comunque nettamente tale, si è impadronita della manifestazione e l’ha trasformata sul piano militare, sul piano mediatico e su quello politico in un&#8217;altra cosa.<br />
Questo è per me il punto centrale, poi naturalmente ci sono le singole responsabilità, gli atti di devastazione inaccettabili, così come anche gli scontri in piazza San Giovanni, ove le cariche della polizia hanno finito per coinvolgere tutte e tutti coloro che volevano manifestare. Se vogliamo fare una riflessione politica, dobbiamo sottolineare che questo è stato il senso della giornata: un esproprio di democrazia, coperto dagli scontri, quando doveva essere esattamente il contrario.<br />
Per questo sono contrario a minimizzare, così come respingo le reazioni ipocrite del palazzo. L’Italia è un paese con una democrazia malata, dove nelle istituzioni, nel parlamento, stanno persone incriminate per reati gravissimi, che considerano la magistratura una forza eversiva. L’illegalità in questo paese comincia dall’alto e, senza per questo giustificare nulla, è evidente che questo apre la via alla rottura e alla sfiducia anche violente. Per questo la risposta non può essere la negazione della realtà. I giovani che sfasciavano tutto, e che hanno aggredito prima di tutto il corteo e la manifestazione, vanno affrontati prima di tutto come un problema politico. Sono assolutamente contrario alla proposta di Di Pietro e Maroni di nuove leggi di polizia, questo sì sarebbe il modo per precipitare in rotture da fine anni Settanta. E’ evidente che chi ha provocato gli incidenti aveva una totale sfiducia nella funzione e nella efficacia delle grande manifestazione. E’ di questo che bisogna discutere, naturalmente con tutto il rigore necessario. Bisogna che i movimenti sappiano validare con una discussione democratica le scelte che compiono. Bisogna che ci siano le assemblee, le sedi aperte e trasparenti ove si decidono quali sono i criteri e le forme organizzate delle manifestazioni e ove si chiarisce che chi non li rispetta è estraneo ad essa. Questa è la questione di fondo, rispetto alla quale non ci sono scorciatoie. O sappiamo affrontare questa crisi dei nostri movimenti e delle nostre lotte con un confronto aperto e con una pratica democratica vera, oppure rischiamo di veder travolte la nostra forza e le nostre ragioni. E’ molto facile, di fronte a questa crisi economica, alla disperazione che produce, alla chiusura e alla crisi della nostra democrazia, che cresca lo spazio per azioni di carattere disperato. Se vogliamo impedirlo dobbiamo maturare in fretta e, senza ipocrisie, assumerci la responsabilità dei fallimenti. E il 15 ottobre in Italia lo è stato.</cite></p>
<p>Giorgio Cremaschi<br />
Roma, 17 ottobre 2011</p>
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		<title>Rise up!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 13:23:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 15 ottobre 2011 si terrà nelle piazze d&#8217;Europa una manifestazione internazionale contro le politiche liberiste e monetariste dei nostri governi, della BCE e del FMI. Info logistiche. Da Genova i sindacati di base COBAS e USB stanno organizzando un pullman, per prenotazione: cobascomunege AT yahoo DOT it
La manifestazione è parte di una lotta globale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a title="i dettagli di quella italiana" href="http://15ottobre.wordpress.com/" target="_blank">15 ottobre 2011</a> si terrà nelle piazze d&#8217;Europa una <a title="i dettagli di quella italiana" href="http://15ottobre.wordpress.com/" target="_blank">manifestazione internazionale</a> contro le politiche liberiste e monetariste dei nostri governi, della BCE e del FMI. <a title="trasporti in Italia" href="http://15ottobre.wordpress.com/trasporti-15-ottobre-2011/" target="_blank">Info logistiche</a>. Da Genova i sindacati di base COBAS e USB stanno organizzando un pullman, per prenotazione: cobascomunege AT yahoo DOT it</p>
<p>La manifestazione è parte di una lotta globale sempre più netta tra chi la crisi la provoca, le grandi istituzioni finanziarie, le banche, le lobby delle multinazionali, e chi la subisce: i poveri. Grazie ad un <a title="Occupy Wall Street" href="http://attacgenova.wordpress.com/2011/10/04/occupy-wall-street-continua-la-protesta/" target="_blank">post</a> di <a title="tra gli autori di questo bellissimo blog genovese" href="http://pergenova.wordpress.com/" target="_blank">Giuseppe Oliva</a> sul sito di <a title="ATTAC" href="http://attacgenova.wordpress.com" target="_blank">ATTAC Genova</a> ho scoperto l&#8217;esistenza del movimento &#8220;<a title="The resistance continues at Liberty Square and Nationwide! " href="http://occupywallst.org/" target="_blank">Occupy Wall Street</a>&#8220;, che nonostante gli arresti, sta lottando duramente oltre oceano.</p>
<p>Infine, ripubblico questa storiella che mi ho appena ricevuto.</p>
<h4>LA CRISI DEGLI ASINI</h4>
<p><cite>Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.<span id="more-1208"></span><br />
I contadini erano effettivamente un po&#8217; sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.<br />
L&#8217;uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.<br />
Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.<br />
Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.<br />
Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l&#8217;ordine di vendere le bestie 400 € l&#8217;una.<br />
Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.<br />
Come era prevedibile, i due uomini d&#8217;affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.<br />
Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il costo dell&#8217;asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.<br />
Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune. Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).<br />
Eppure quest&#8217;ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.<br />
Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l&#8217;aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.<br />
Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità &#8230; Venne innalzata l&#8217;età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.<br />
Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.<br />
Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato.<br />
Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.<br />
Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.<br />
E voi, cosa fareste al posto loro?&#8230;. Che cosa farete?<br />
Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi<br />
</cite><br />
Sabato 15 ottobre 2011<br />
Giornata internazionale degli indignati</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Inquinamento: &#8220;Lottero&#8217; per il mio ometto fino allo stremo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 10:21:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
A Taranto l&#8217;ILVA sparge impunemente veleni, principalmente diossina, in nome di uno sviluppo che non ha senso ma che provoca tumori, malformazioni, malattie e morte. Le associazioni Taranto Sociale e PeaceLink documentano da anni la tragedia (&#8220;danno&#8221; o &#8220;problema&#8221; mi sembrano un po&#8217; poco).
Qualche giorno fa, sulla lista Ecologia di PeaceLink , è girata questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Taranto Sociale documenta questi crimini contro l'umanità" href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/i/1738.html" target="_blank"><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-RTfA4lGlyP4/TnMizIlo06I/AAAAAAAADKw/ljBDGJsjOS8/s400/9289.jpg" alt="" width="400" height="300" /></a><br />
A <a title="su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Taranto" target="_blank">Taranto</a> l&#8217;<a title="su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ilva" target="_blank">ILVA</a> <a title="puoi partire da qui" href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/i/1738.html" target="_blank">sparge impunemente veleni</a>, principalmente diossina, in nome di uno sviluppo che non ha senso ma che provoca <a title="leggi per esempio qui..." href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/27651.html" target="_blank">tumori</a>, <a title="leggi per esempio qui..." href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/21516.html" target="_blank">malformazioni</a>, <a title="trovi moltissime informazioni partendo da qui" href="http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/i/1738.html" target="_blank">malattie e morte</a>. Le associazioni Taranto Sociale e PeaceLink documentano da anni la tragedia (&#8220;danno&#8221; o &#8220;problema&#8221; mi sembrano un po&#8217; poco).</p>
<p><cite>Qualche giorno fa, sulla lista Ecologia di PeaceLink , è girata questa mail, a cui non mi sento di aggiungere altro.</cite></p>
<p><cite>Scrivo da Parma in uno dei miei soliti viaggi della Vita per curare mio figlio da un male che sappiamo tutti avere una causa ambientale.</cite></p>
<p><cite>Le ragioni che cercano di impormi non mi bastano, io so solo che mio figlio oggi non ha potuto iniziare la sua PRIMA MEDIA e il suo zaino nuovo (&#8220;perchè ora sono grande mamma!&#8221;) comprato con tanto entusiasmo è rimasto nella sua cameretta che ormai vede così raramente perchè sempre in corsie d&#8217;ospedale.</cite></p>
<p><cite>E&#8217; questa la vita che vogliono imporci? E&#8217; questa la vita che vogliono dare ai nostri figli? Siamo ancora disposti a far pagare a loro la nostra incapacità di tutelarli fino in fondo?</cite></p>
<p><cite>Io non ci sto e per il mio ometto lotterò fino allo stremo delle forze perchè a lui venga ridata la Vita e agli altri bambini di Taranto non gli venga mai più negata.</cite></p>
<p><cite>Non ci sono ragioni che tengano: la salute di mio figlio non vale il posto di un operaio, nè il pil che vogliono far girare. Provi qualcuno a dirmi ancora questa cosa e gli farò vedere le braccia di mio figlio!</cite></p>
<p><cite>Lui oggi doveva essere tra i banchi di scuola e non con una flebo nel suo debole e fragile braccino.</cite></p>
<p><cite>Grazie per tutto ciò che fate per noi, non stancatevi di lottare e fatelo anche per il mio piccolo ometto.</cite></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le gare non sono la concorrenza!</title>
		<link>http://www.cristianonattero.com/blog/2011/06/09/le-gare-non-sono-la-concorrenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 14:49:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
La concorrenza non esiste nel servizio idrico: chi gestisce l&#8217;acqua è un monopolista, fine. Cercano di convincerci che la concorrenza si avrà con le gare, per decidere a chi assegnare il mercato, e questa è un&#8217;illusione. La parola gara richiama l&#8217;immagine dei corridori ai blocchi di partenza: pronti via, il migliore vince. Nella realtà non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/YTzBqatD1pI?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/YTzBqatD1pI?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>La concorrenza non esiste nel servizio idrico: <strong>chi gestisce l&#8217;acqua è un monopolista</strong>, fine. Cercano di convincerci che la concorrenza si avrà con le gare, per decidere a chi assegnare il mercato, e questa è un&#8217;illusione. La parola gara richiama l&#8217;immagine dei corridori ai blocchi di partenza: pronti via, il migliore vince. Nella realtà non verrà qualcuno a gareggiare con IREN o con <a title="a cui hanno dato battaglia!" href="http://acqualatinanograzie.splinder.com/" target="_blank">Acqualatina</a>.  Semplicemente la parte di capitale pubblico nelle <a title="ricordo che sono private" href="http://www.cristianonattero.com/blog/2011/06/09/privatizzare-e-vendere-la-vita/" target="_blank">quattro principali aziende</a> &#8211; che si sono già spartite il nostro territorio &#8211; sarà alienata, e l&#8217;acquirente privato se la porterà via per un pezzo di pane, perché la legge obbliga alla privatizzazione entro la fine dell&#8217;anno.</p>
<p>Alienare (o privatizzare) un bene pubblico è facile, espropriarlo, riprendercelo, è un disastro. Fermiamoci adesso, <a title="per raggiungere il quorum!" href="http://www.referendumacqua.it/" target="_blank"><strong>andiamo a votare sì</strong></a>!</p>
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		<title>Privatizzare è vendere la vita</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 14:34:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Più studio il problema dell&#8217;acqua, più mi chiedo quale sia il ruolo più importante di uno Stato.

(altri video su www.referendumacqua.tv )
L&#8217;acqua è un bene comune, perché ne possiede le due caratteristiche fondamentali:

non ne possiamo fare a meno
l&#8217;uso è &#8220;rivale&#8220;, è cioè disponibile in quantità limitata e se qualcuno ne prende troppo per gli altri ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Più studio il problema dell&#8217;<a title="VOTIAMO Sì!!!" href="http://www.referendumacqua.it/" target="_blank">acqua</a>, più mi chiedo quale sia il ruolo più importante di uno Stato.</p>
<p><object width="500" height="306"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FgA0jsaWLww?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/FgA0jsaWLww?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="306" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(altri video su <a title="tutti rigorosamente autoprodotti :-)" href="http://www.referendumacqua.tv/" target="_blank">www.referendumacqua.tv</a> )</p>
<p><a title="e va difeso e messo a disposizione della collettività" href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank">L&#8217;<strong>acqua</strong> è un bene comune</a>, perché ne possiede le due caratteristiche fondamentali:</p>
<ol>
<li>non ne possiamo fare a meno</li>
<li>l&#8217;uso è &#8220;<em>rivale</em>&#8220;, è cioè disponibile in quantità limitata e se qualcuno ne prende troppo per gli altri ne rimane poco.</li>
</ol>
<p><strong>Sui beni comuni non deve essere permesso fare profitto</strong>, perché altrimenti scatta la <strong>corsa all&#8217;accaparramento</strong>, e succede un fenomeno così grave che gli economisti, per definirlo, non usano la parola &#8220;problema&#8221;. La parola che usano è <strong><em>tragedia</em></strong>.</p>
<p><strong>L&#8217;acqua è un diritto, perché senz&#8217;acqua non si vive</strong>. L&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che con meno di 50 litri di acqua pulita a testa al giorno si avvertono i primi effetti sulla salute, e che con meno di 20 è a rischio la vita. Questa quantità ci serve per bere, ma anche per lavarci, lavare le stoviglie, la biancheria, i cibi, in pratica: l&#8217;acqua serve per praticare l&#8217;igiene, intesa come scienza e pratica della conservazione della salute. E&#8217; per questo motivo che dopo una lunga lotta, lo scorso anno, e precisamente il 29 luglio 2010, l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato a maggioranza una risoluzione che dice:<br />
<cite>L’accesso a un’acqua potabile  pulita e di qualità, e a  installazioni sanitarie di base, è un diritto  dell’uomo, indispensabile  per il godimento pieno del diritto alla vita.</cite><br />
L&#8217;Italia ha votato a favore di questa risoluzione, eppure ha approvato negli anni leggi che, se non raggiungiamo il quorum al <a title="vota sì!" href="http://www.referendumacqua.it/" target="_blank">referendum</a>, porteranno a compimento la totale e definitiva privatizzazione e mercificazione dell&#8217;acqua, e quindi della vita.</p>
<p>E&#8217; inutile che ci dicano che non viene privatizzata l&#8217;acqua ma solo la gestione: senza una gestione l&#8217;acqua non arriva nelle nostre case.  E la privatizzazione in Italia è già possibile da quasi vent&#8217;anni, ed ha portato tutti i problemi che possiamo immaginare: aumento delle bollette, diminuzione della manutenzione e degli investimenti, licenziamenti e precariato del lavoro, aumenti dei consumi. E soprattutto mancanza di democrazia. Quando l&#8217;acqua è data in mano ad una società di capitali, si passa il servizio da un ente di diritto pubblico ad un ente di diritto privato e la privatizzazione avviene per almeno tre motivi:</p>
<ol>
<li><strong>lo scopo</strong>: <strong>un ente di diritto pubblico ha lo scopo di fornire un servizio, una società di capitali ha lo scopo di fare profitto per i soci</strong>(da statuto e da Codice Civile). Poco importa che ci sia una maggioranza di capitale pubblico: il privato vuole il suo profitto ed ha molti modi per guidare il comportamento delle società. In questo senso <strong>ACEA, A2A, HERA, ed IREN sono società private</strong>.</li>
<li><strong>la trasparenza</strong>: <strong>l&#8217;acqua deve rimanere pubblica perché il contrario di pubblico è privato</strong>. <strong>Un ente di diritto pubblico ha l&#8217;obbligo di trasparenza, una società di diritto privato ha il diritto di riservatezza</strong>.</li>
<li><strong>la democrazia</strong>: nel momento in cui si affida la gestione dell&#8217;acqua al privato, <strong>il luogo delle decisioni </strong><strong>si sposta dal Consiglio Comunale al consiglio di amministrazione di un&#8217;azienda</strong>. Nel Consiglio Comunale ci sono i nostri rappresentanti eletti, e noi possiamo costringerli a dimettersi, se lavorano male, o al limite alla successiva tornata elettorale (5 anni al massimo) non li votiamo più. Sui consiglieri di un&#8217;azienda privata non abbiamo la possibilità di influire, e le concessioni durano 30 anni.</li>
</ol>
<p>Se permettiamo di completare la privatizzazione dell&#8217;acqua, spogliamo il nostro Stato, di uno dei suoi ruoli più importanti per affidarlo al mercato: garantire ai cittadini l&#8217;acqua. Ma l&#8217;acqua non è una merce qualunque, non è un paio di scarpe, l&#8217;acqua è una condizione necessaria alla vita. Ma il privato non ha lo scopo di garantire la vita, ha l&#8217;unico scopo di arricchirsi. Anche a scapito della vita.</p>
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		<item>
		<title>Resistenza oggi?</title>
		<link>http://www.cristianonattero.com/blog/2011/04/25/resistenza-oggi/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2011 02:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
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		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[25 aprile]]></category>
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		<category><![CDATA[referendum]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>

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		<description><![CDATA[
(Luca Bassanese, qui alla manifestazione nazionale per l&#8217;acqua del 26 marzo, sarà a Genova il 3 giugno)
L&#8217;acqua è un diritto: senza, non si vive. Lo dice l&#8217;OMS, secondo cui il fabbisogno di una persona è di 50 litri di acqua al giorno: al di sotto la salute inizia a risentirne. Lo dice l&#8217;ONU, con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="400"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/C2zuGCCoa1s?version=3"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/C2zuGCCoa1s?version=3" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="400" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(<a title="Il sito ufficiale" href="http://www.lucabassanese.com/" target="_blank">Luca Bassanese</a>, qui alla manifestazione nazionale per l&#8217;acqua del 26 marzo, sarà <a title="al festival di Music for Peace" href="http://www.creatividellanottemusicforpeace.org/index.php/component/content/article/82" target="_blank">a Genova il 3 giugno</a>)</p>
<p>L&#8217;acqua è un diritto: senza, non si vive. Lo dice l&#8217;<a title="Organizzazione Mondiale della Sanità" href="http://www.who.int/water_sanitation_health/" target="_blank">OMS</a>, secondo cui il fabbisogno di una persona è di 50 litri di acqua al giorno: al di sotto la salute inizia a risentirne. Lo dice l&#8217;ONU, con una <a title="scaricabile da qui" href="http://daccess-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N09/479/35/PDF/N0947935.pdf" target="_blank">risoluzione</a> <a title="la notizia, in sintesi" href="http://www.ohchr.org/en/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=10403&amp;LangID=E" target="_blank">approvata a maggioranza</a> lo scorso anno:</p>
<p><cite>L&#8217;accesso a un&#8217;acqua potabile, pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell&#8217;uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita.</cite></p>
<p>L&#8217;Italia ha votato a favore di questa risoluzione, eppure oggi nel nostro paese l&#8217;acqua è una merce, non un diritto. E&#8217; una merce perché la legge impone la privatizzazione entro la fine di quest&#8217;anno. E&#8217; una merce perché la legge garantisce al gestore privato di fare profitti: non esiste più nemmeno il rischio di impresa!</p>
<p>I nostri nonni non hanno fatto la guerra di Liberazione per questo. I loro compagni, che hanno dato il sangue nella Resistenza non sono morti per questo. Hanno dato la loro unica e preziosa vita perché a noi toccasse un mondo migliore, un mondo in cui i diritti fossero garantiti.</p>
<p>Alziamoci adesso e diamoci da fare: la Resistenza oggi passa anche attraverso la lotta per l&#8217;acqua, una lotta che sta unendo il popolo italiano. Il 12 ed il 13 giugno ci sono i <a title="e quelli sull'acqua, in particolare!!!" href="http://www.referendumacqua.it/" target="_blank">referendum</a> <a title="sugli articoli" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=34&amp;Itemid=53" target="_blank">per cancellare queste leggi ingiuste</a>: col primo si ferma la privatizzazione, col secondo si tolgono i profitti dall&#8217;acqua. Dobbiamo spargere la voce e portare a votare circa 25 milioni di italiani. Non abbiamo i mezzi di comunicazione di massa dalla nostra parte, ma non siamo disarmati: siamo tanti e siamo diffusi sul territorio. Facciamoci un elenco di persone che conosciamo e una per una contattiamole, informiamole e chiediamo loro di fare altrettanto. Non è il momento di essere pessimisti, è il momento di attivarci, anche questa oggi è Resistenza!</p>
<p>Viva il 25 aprile, viva la Liberazione!</p>
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