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Archive for the ‘volontariato’ Category

Scriviamo a Caterpillar

08 ago

A inizio settembre si terrà a Genova il festival dell’acqua, iniziativa presentata come la continuazione del referendum, ma che in realtà è un’operazione di risciacquo mediatico delle grosse società private (soprattutto spa quotate in borsa) che gestiscono il servizio idrico in Italia. Lo scopo è  quello di far accettare ai cittadini l’immagine di Federutility, che è stata uno dei più acerrimi avversari del comitato promotore del referendum.

Scriviamo a Caterpillar per chiedere di non partecipare!

Bisogna mandare una mail a caterpillar@rai.it, cercando di scrivere qualcosa di personale. A corto di idee o di tempo? Ok, il copia e incolla è  meglio di niente: Read the rest of this entry »

 

Privatizzare è vendere la vita

09 giu

Più studio il problema dell’acqua, più mi chiedo quale sia il ruolo più importante di uno Stato.

(altri video su www.referendumacqua.tv )

L’acqua è un bene comune, perché ne possiede le due caratteristiche fondamentali:

  1. non ne possiamo fare a meno
  2. l’uso è “rivale“, è cioè disponibile in quantità limitata e se qualcuno ne prende troppo per gli altri ne rimane poco.

Sui beni comuni non deve essere permesso fare profitto, perché altrimenti scatta la corsa all’accaparramento, e succede un fenomeno così grave che gli economisti, per definirlo, non usano la parola “problema”. La parola che usano è tragedia.

L’acqua è un diritto, perché senz’acqua non si vive. L’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiara che con meno di 50 litri di acqua pulita a testa al giorno si avvertono i primi effetti sulla salute, e che con meno di 20 è a rischio la vita. Questa quantità ci serve per bere, ma anche per lavarci, lavare le stoviglie, la biancheria, i cibi, in pratica: l’acqua serve per praticare l’igiene, intesa come scienza e pratica della conservazione della salute. E’ per questo motivo che dopo una lunga lotta, lo scorso anno, e precisamente il 29 luglio 2010, l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha approvato a maggioranza una risoluzione che dice:
L’accesso a un’acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell’uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita.
L’Italia ha votato a favore di questa risoluzione, eppure ha approvato negli anni leggi che, se non raggiungiamo il quorum al referendum, porteranno a compimento la totale e definitiva privatizzazione e mercificazione dell’acqua, e quindi della vita.

E’ inutile che ci dicano che non viene privatizzata l’acqua ma solo la gestione: senza una gestione l’acqua non arriva nelle nostre case.  E la privatizzazione in Italia è già possibile da quasi vent’anni, ed ha portato tutti i problemi che possiamo immaginare: aumento delle bollette, diminuzione della manutenzione e degli investimenti, licenziamenti e precariato del lavoro, aumenti dei consumi. E soprattutto mancanza di democrazia. Quando l’acqua è data in mano ad una società di capitali, si passa il servizio da un ente di diritto pubblico ad un ente di diritto privato e la privatizzazione avviene per almeno tre motivi:

  1. lo scopo: un ente di diritto pubblico ha lo scopo di fornire un servizio, una società di capitali ha lo scopo di fare profitto per i soci(da statuto e da Codice Civile). Poco importa che ci sia una maggioranza di capitale pubblico: il privato vuole il suo profitto ed ha molti modi per guidare il comportamento delle società. In questo senso ACEA, A2A, HERA, ed IREN sono società private.
  2. la trasparenza: l’acqua deve rimanere pubblica perché il contrario di pubblico è privato. Un ente di diritto pubblico ha l’obbligo di trasparenza, una società di diritto privato ha il diritto di riservatezza.
  3. la democrazia: nel momento in cui si affida la gestione dell’acqua al privato, il luogo delle decisioni si sposta dal Consiglio Comunale al consiglio di amministrazione di un’azienda. Nel Consiglio Comunale ci sono i nostri rappresentanti eletti, e noi possiamo costringerli a dimettersi, se lavorano male, o al limite alla successiva tornata elettorale (5 anni al massimo) non li votiamo più. Sui consiglieri di un’azienda privata non abbiamo la possibilità di influire, e le concessioni durano 30 anni.

Se permettiamo di completare la privatizzazione dell’acqua, spogliamo il nostro Stato, di uno dei suoi ruoli più importanti per affidarlo al mercato: garantire ai cittadini l’acqua. Ma l’acqua non è una merce qualunque, non è un paio di scarpe, l’acqua è una condizione necessaria alla vita. Ma il privato non ha lo scopo di garantire la vita, ha l’unico scopo di arricchirsi. Anche a scapito della vita.

 

L’immagine del Perù e’ salva!!!

09 feb

Questo è un messaggio che abbiamo appena ricevuto da Vittoria Savio, fondatrice del Caith, il centro di accoglienza per bambine lavoratrici – leggi: “schiave”, questa storia ve la devo raccontare bene – di cui siamo stati ospiti a Cusco, in Perù.

Credo che tutto il mondo e’ al corrente che tutti i turisti rimasti bloccati a Macchu Picchu per i disastri delle piogge (vari km. di ferrovia divelti e portati via dalla furia del fiume Urubamba, alberghi crollati ad Aguas caliente, la cittadella turistica sotto a Macchu Picchu etc. etc.) sono stati portati in salvo da tredici “valorosi” elicotteri dell’esercito peruano che per 5 giorni hanno fatto la spola tra Machhu Picchu e l’aeroporto di Cusco.

Il governo e’ soddisatto e orgoglioso dell’efficenza del suo esercito, purtroppo peró, forse non e’ tanto noto a tutti voi che pure vedete la televisione, il fatto che migliaia di campesinos sono ancora oggi nelle stesse condizioni in cui la furia dell’acqua li ha lasciati. Si sa cos’e’ successo nei villaggi contadini con cui si puó comunicare, peró non si sa nulla di quelli che sono raggiungibili solo a piedi. Quanti sono i danneggianti senza tetto, senza viveri, isolati dal mondo son tutti vivi? Questo non lo sapete voi non lo sappiamo noi e tanto meno il governo peruano, peró cosa interessa…

A mezz’ora dal Cusco c’era il paesino di Huacarpay, circa 80 famiglie tutto e’ stato raso al suolo dal fiume Huatanay, non e’ rimasta nemmeno una casa in piedi, durante l’alluvione gli abitanti si sono rifugiati con i loro 182 bambini in tre aule della scuola elementare sulle pendici delle vicine montagne. Ora alcuni vivono giá sotto tende fatte con plastica… e continuano a vivere.

Il Centro Yanapanakusun nei primi giorni successivi all’alluvione ha dato la possibilitá di ospitare 20 bambini fra i sei ed i dieci anni, peró le famiglie preferiscono viviere con i loro figli e ricevere gli aiuti commestibili che i privati del Cusco mandano a loro. Ora ci siamo impegnati con sei maestri ed alcuni promotori sociali, fra di loro c’e’ uno scout di Milano, ad accompagnare i bambini e gli adolescenti della “tendopoli” durante tre ore al mattino e tre al pomeriggio, abbiamo giá distribuito coperte pentole, piatti, vestiti, non viveri perché arrivano da altre fonti.

Non avendo fondi riservati per questa emergenza abbiamo dovuto prelevarli da altri programmi peró dovremo restituirli ed altri ci mancano per continuare ad intervenire in altre localitá. Nei villaggi contadini dove stiamo lavorando son successi alcuni inconvenienti pero’ non gravi come a Huacarpay. Nelle comunitá del distretto di Huancarany ci sono in tutto 15 case crollate ed altrettante in Accha e Omaccha dove cercheremo di intervenire con degli aiuti.

Se voi pensate anche agli ultimi a quelli che fanno la storia e non la scrivono collaborate direttamente, al conto corrente in perú in dóllari intestato a:

Centro Yanapanakusun – Nro. 285-11736815-1-34 – BANCO DE CREDITO – Sucursal Cusco (Av.Sol Nro. 189)
Codigo SWIFT: BCPLPEPL (non serve códice Iban).

Vittoria
Si ringrazia per la diffusione di questa lettera ai vostri contatti

 

Bilanci di giustizia: chi si unisce?

04 feb

Bilanci di Giustizia

C’è qualche genovese che si unisce a noi, o che permette a noi di unirci? Lo scrivo perché, a proposito di scelte di vita, Daniela ed io abbiamo appena iniziato a fare il bilancio di giustizia e ci piacerebbe condividere questa esperienza con altre famiglie!

Per saperne di più vi invito a leggere anche questo articolo introduttivo di don Gianni Fazzini.

 

Attivismo urbano

29 gen

Urban Activism fornisce spunti preziosi per chi vuole agire per migliorare l’ambiente urbano, e propone concetti simili al ciclo-attivismo e al guerrilla gardening.

Interessanti anche lo studio REBAR e le CCA Actions.

Segnalo anche i siti correlati, secondo google.

A questo punto bisogna solo trovare qualche impavido compagno carbonaro…e buon divertimento! :-)

Trovato grazie a questo post di Alice sul blog del GAStone.

 

racconto di ISF-Pisa

16 nov

Riporto qui un’altra email diffusa dal coordinamento nazionale di Ingegneria Senza Frontiere, in seguito al comunicato stampa, sulla rissa accaduta venerdì 6 novembre a Pisa, in occasione della festa di finanziamento dei progetti di cooperazione internazionale dell’associazione.

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Comunicato stampa di Ingegneria Senza Frontiere di Pisa

13 nov

Ingegneria Senza Frontiere di Pisa in seguito alla rissa accaduta venerdì 6 novembre 2009 al polo Porta Nuova, ha rilasciato un comunicato stampa.

Ho la pelle d’oca all’idea che si tratti di un sabotaggio premeditato. Read the rest of this entry »

 

ISF-Pisa: quando la festa non diverte

09 nov

Una festa di autofinanziamento di Ingegneria Senza Frontiere di Pisa è finita nel peggiore dei modi, riporto il racconto di Sandra.

Perché succede?
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Guida pratica per il non profit

05 ago

Vi invito a scaricare e leggere questo manuale pdf dal titolo:

Come entrare nel mondo del non profit

guida pratica

Grazie a Marco per la segnalazione :-)

 
 

frecce tricolori: una proposta

05 giu

Ecco il testo di un volantino della Casa per la pace e la Nonviolenza di Genova (per chi volesse collaborare alla distribuzione dei volantini l’appuntamento è al porto antico alle 17)

…E IO PAAAAAGO!!!!!!!!!!!!

  • Anche tu col naso all’aria a guardare le frecce tricolori?
  • Anche tu commosso/a nel vedere le scie bianche rosse e verdi?
  • Anche tu ammirato/a da tanta perizia e tecnologia?

Allora sappi che:

  • gli aerei che si esibiscono sono a tutti gli effetti aerei militari;
  • l’Italia partecipa al fianco degli Stati Uniti alla guerra in Afghanistan, dove vere missioni di attacco avvengono quotidianamente. Come in tutte le guerre moderne i morti sono per la maggior parte civili. Come la ragazzina tredicenne uccisa il 3 maggio scorso da soldati italiani;
  • forse ce ne siamo dimenticati, ma ci hanno raccontato che la guerra in Afghanistan è iniziata per dare la caccia a Bin Laden, cui è stata attribuita la responsabilità dell’attentato alle torri gemelle. Allora: o la caccia a Bin Laden era solo un pretesto; o i generali che conducono la guerra sono incompetenti. O tutt’e due le cose……
  • mentre vengono tagliate le spese per la sanità e per la scuola, le spese militari continuano ad aumentare;
  • ricostruire l’Aquila e le zone distrutte dal terremoto consterebbe, secondo il ministro Maroni, 12 miliardi di euro. Gli aerei da combattimento F35 che l’Italia si accinge ad assemblare presso Novara costeranno 12,9 miliardi di euro. E’ banale sostenere che 112 aerei da combattimento non ci servono, e ricostruire l’Aquila sì?

Ti è capitato qualche volta di acquistare piante per finanziare la ricerca sulla leucemia, o uova di Pasqua per la ricerca sul cancro, o fette di torta per iniziative di solidarietà? Allora sarai d’accordo con la nostra proposta:
il governo finanzi adeguatamente e direttamente la ricerca scientifica e la solidarietà, senza che ci sia più bisogno di questue. E gli ufficiali si stato maggiore delle tre armi (magari con l’aiuto dei cappellani militari) si mettano a vendere piante, uova di pasqua e fette di torta per finanziare le frecce tricolori e tutti i loro costosi e pericolosi “giocattoli”.

Hai commentato “Bravi! Bene! Giusto!” quando hai letto sui manifesti che “La partecipazione delle forze armate avverrà a titolo gratuito“?

Riflettiamo. E’ come dire: “Le forze armate, già pagate abbondantemente dal denaro pubblico, offrono al popolo un’esibizione costosa, rumorosa ed inquinante per pubblicizzare un’impresa privata come la Costa“. Una bella soddisfazione davvero.

Pacifisti e pacifiste
Genova, 4 giugno 2009 stampato in proprio piazza Palermo 10 b

 
 
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