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L’opinione dei “Black Block”, se cosi volete chiamarci.

18 ott

Riporto qui un articolo pubblicato su Facebook da Antifascismo Militante Italiano, a favore dell’uso della violenza (anche se non indiscriminata):

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15 ottobre: un fallimento su cui discutere seriamente

17 ott

Una riflessione ancora diversa, questa volta a scrivere è Giorgio Cremaschi:

E’ inutile nasconderlo o minimizzarlo: il 15 ottobre c’è stata in Italia la più grande manifestazione tra quelle realizzate in tutto il mondo ed è finita in un disastro.


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Rise up!

04 ott

Il 15 ottobre 2011 si terrà nelle piazze d’Europa una manifestazione internazionale contro le politiche liberiste e monetariste dei nostri governi, della BCE e del FMI. Info logistiche. Da Genova i sindacati di base COBAS e USB stanno organizzando un pullman, per prenotazione: cobascomunege AT yahoo DOT it

La manifestazione è parte di una lotta globale sempre più netta tra chi la crisi la provoca, le grandi istituzioni finanziarie, le banche, le lobby delle multinazionali, e chi la subisce: i poveri. Grazie ad un post di Giuseppe Oliva sul sito di ATTAC Genova ho scoperto l’esistenza del movimento “Occupy Wall Street“, che nonostante gli arresti, sta lottando duramente oltre oceano.

Infine, ripubblico questa storiella che mi ho appena ricevuto.

LA CRISI DEGLI ASINI

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio. In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto. Read the rest of this entry »

 

Carotatrice e muri in pietra: consigli per l’uso

26 set

Consigli su come usare una carotatrice a secco per bucare muri in pietra ne avevo cercato, ma non avevo trovato molto per aiutare chi si dedica al fai da te, così condivido la mia esperienza, sperando che possa essere d’aiuto. In estrema sintesi: sassi o non sassi, è un lavoro fattibile!

Abbiamo preso una stufa a pellet con la canalizzazione dell’aria (una Palladio Svizzera), e sabato abbiamo bucato i muri per far passare la canna fumaria, la presa d’aria per la combustione ed i tubi che porteranno l’aria calda nelle altre stanze.

Un amico ci ha prestato una carotatrice portatile a secco, la Maxima 1800,

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Inquinamento: “Lottero’ per il mio ometto fino allo stremo”

16 set


A Taranto l’ILVA sparge impunemente veleni, principalmente diossina, in nome di uno sviluppo che non ha senso ma che provoca tumori, malformazioni, malattie e morte. Le associazioni Taranto Sociale e PeaceLink documentano da anni la tragedia (“danno” o “problema” mi sembrano un po’ poco).

Qualche giorno fa, sulla lista Ecologia di PeaceLink , è girata questa mail, a cui non mi sento di aggiungere altro.

Scrivo da Parma in uno dei miei soliti viaggi della Vita per curare mio figlio da un male che sappiamo tutti avere una causa ambientale.

Le ragioni che cercano di impormi non mi bastano, io so solo che mio figlio oggi non ha potuto iniziare la sua PRIMA MEDIA e il suo zaino nuovo (“perchè ora sono grande mamma!”) comprato con tanto entusiasmo è rimasto nella sua cameretta che ormai vede così raramente perchè sempre in corsie d’ospedale.

E’ questa la vita che vogliono imporci? E’ questa la vita che vogliono dare ai nostri figli? Siamo ancora disposti a far pagare a loro la nostra incapacità di tutelarli fino in fondo?

Io non ci sto e per il mio ometto lotterò fino allo stremo delle forze perchè a lui venga ridata la Vita e agli altri bambini di Taranto non gli venga mai più negata.

Non ci sono ragioni che tengano: la salute di mio figlio non vale il posto di un operaio, nè il pil che vogliono far girare. Provi qualcuno a dirmi ancora questa cosa e gli farò vedere le braccia di mio figlio!

Lui oggi doveva essere tra i banchi di scuola e non con una flebo nel suo debole e fragile braccino.

Grazie per tutto ciò che fate per noi, non stancatevi di lottare e fatelo anche per il mio piccolo ometto.

 

Prima settimana in campagna

08 ago

Nonostante i lavori fossero ancora in alto mare,lunedì scorso ci siamo trasferiti in campagna, nell’immediato entroterra di Genova. Il posto ci piace molto, mangiamo spesso all’aperto, ci stiamo bene.

Ci sono ancora un sacco di lavori da fare: ieri Daniela ha finito di imbiancare quella che sarà la nostra camera ed è venuta così bene che non ci credevamo! Ora rimangono la sala e la cucina. Con l’aiuto dei nostri genitori (sì, un po’ mi secca ammetterlo ;) ) abbiamo staccato la tappezzeria, che ha rivelato pareti abbastanza in salute, anche se in alcuni posti abbiamo trovato dei fogli di alluminio incollati con una colla gialla che non si scioglieva in acqua. Ci abbiamo lavorato parecchio ma con il cannello e la spatola ne abbiamo rimosso la maggior parte.

Nel frattempo siamo sempre senza impianto di riscaldamento e la doccia ce la facciamo col secchio, come facevamo in Ghana. Grazie ai GAS abbiamo recuperato due divani, il letto ed un armadio (caricati tutti sulla panda!), e non vedo l’ora di liberarci dalla polvere per poterli montare. Siamo un po’ spaventati dai lavori ancora da fare, eppure la tentazione di farne di nuovi ce l’abbiamo tutti i giorni. Cerchiamo di finalizzare quelli grossi (come mi suggerisce il mio tutor) per non perderci. Sono pieno di graffi nelle mani ma sto imparando a fare un sacco di  lavori pratici. Mi dà soddisfazione vedere quello che costruisco.

Sicuramente ci adattiamo a condizioni inaccettabili da tanti, ma svegliarsi in mezzo al verde e sentire odore di erba invece che di gas di scarico mi fa pensare che abbiamo fatto una buona scelta…

 
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Scriviamo a Caterpillar

08 ago

A inizio settembre si terrà a Genova il festival dell’acqua, iniziativa presentata come la continuazione del referendum, ma che in realtà è un’operazione di risciacquo mediatico delle grosse società private (soprattutto spa quotate in borsa) che gestiscono il servizio idrico in Italia. Lo scopo è  quello di far accettare ai cittadini l’immagine di Federutility, che è stata uno dei più acerrimi avversari del comitato promotore del referendum.

Scriviamo a Caterpillar per chiedere di non partecipare!

Bisogna mandare una mail a caterpillar@rai.it, cercando di scrivere qualcosa di personale. A corto di idee o di tempo? Ok, il copia e incolla è  meglio di niente: Read the rest of this entry »

 

Aggiornamenti…

26 lug

Sono molto impegnato e riesco a scrivere molto meno di quello che vorrei, quindi cuccatevi un rapido e disorganizzato riassunto. E’ un periodo intenso, in cui, insieme alle persone con cui condivido le lotte, raccogliamo i risultati delle nostre scelte ma in cui ci troviamo anche di fronte a problemacci molto grossi, ed è anche un momento in cui stiamo vivendo emozioni molto forti. Insomma, si piange spesso :P

La campagna referendaria ci ha stremato ma ha dato i suoi frutti, ed è stata una soddisfazione enorme. Le leggi sono state ufficialmente abrogate, quindi adesso bisogna dare compimento al mandato referendario: fare pressione sugli enti locali e sulle aziende che hanno l’affidamento perché tolgano la remunerazione del capitale investito dalle bollette, e perché si avvii un percorso di ri-pubblicizzazione dell’acqua. La risposta del Comune di Genova è stata invece quella di organizzare il “Festival dell’Acqua” insieme a Federutility, l’associazione degli sconfitti, cioè le aziende multiservizi (private) che gestiscono anche l’acqua. Non gliela lasceremo passare liscia.

Per riposarci dalle fatiche della campagna, Daniela ed io siamo andati in Val di Susa dove abbiamo conosciuto la realtà splendida della Libera Repubblica della Maddalena, esempio che smentisce chiunque dica che l’autogestione non è possibile. Non c’erano regole scritte, non c’erano leader, non c’erano organi di sicurezza interna, eppure tutto funzionava e non si trovava una cartaccia o una cicca buttata in terra. questa bellissima realtà è stata sgomberata pochi giorni dopo che ce ne siamo andati, ma da quel momento è iniziata una campagna di solidarietà che ci ha visto coinvolti fin dalla prima ora, perché in Val di Susa si sta giocando una delle più importanti battaglie per la politica e la democrazia italiane.

Dani ed io abbiamo partecipato ad alcuni eventi di Genova 2011 con grande commozione. Ci ha colpito soprattutto la mostra Cassandra, dal titolo azzeccatissimo: le previsioni del movimento altermondialista si sono verificate tutte (guerre, ingiustizie, razzismo, crisi finanziaria, sociale ed ambientale) eppure, come Cassandra, non è bastata prevedere queste sciagure per scongiurarle. Il movimento continua a prevedere sciagure, stavolta riusciremo a farci ascoltare dalle istituzioni? Almeno non c’è stato l’uso della violenza da parte delle forze dell’ordine: non so se sia di buon auspicio, ma non sarà la speranza a causare un cambiamento. Rimbocchiamoci le maniche!

Infine, ci stiamo trasferendo, andiamo in campagna e entro fine settimana dobbiamo completare il trasloco. Siamo due che si adattano parecchio, ma un po’ di tempo per fare qualche lavoretto dobbiamo dedicarglielo.

Conclusione: l’attivismo permea ogni fibra della mia vita. Sono stanco e avvilito per la spregiudicatezza e la crudeltà dei nostri avversari, ma sono pieno di speranza di cambiare le cose e di fiducia che ci riusciremo :-)

 
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Solidarietà alla popolazione della Valle di Susa

28 giu

Oggi a Genova faremo un presidio di solidarietà con la popolazione della Val di Susa, sgombrata ieri con la forza dal presidio della Maddalena, a Chiomonte. Qui ho scritto alcuni dei motivi per cui partecipare.

L’appuntamento è oggi, martedì 28 giugno, ore 18, davanti alla prefettura di Genova, Largo Lanfranco 1.

 
 

Violenza in Val Susa

27 giu

Questa mattina alle 6:23 un SMS mi informa che la polizia è arrivata in Val Susa. Il resto degli aggiornamenti li seguo dai siti dei No TAV:

e da Twitter:

Questi i principali, ma cercando se ne trovano molti altri.

Cosa succede? Le forze dell’ordine sono state mandate a sgombrare il presidio della Maddalena, a Chiomonte, in Val Susa, presidio che impediva l’apertura del cantiere per un tunnel esplorativo propedeutico alla realizzazione dell’intera opera e soprattutto propedeutico alla ricezione di un finanziamento dall’Unione Europea.

Qui c’è un insieme di documenti che spiega perché la popolazione della Val Susa resiste da più di vent’anni contro questa opera.