Lo avrai
camerata Kesselring
il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà
a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati
dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
non colla terra dei cimiteri
dove i nostri compagni giovinetti
riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne
che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli
che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati
Più duro d’ogni macigno
soltanto con la roccia di questo patto
giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono
per dignità e non per odio
decisi a riscattare
la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare
ai nostri posti ci ritroverai
morti e vivi collo stesso impegno
popolo serrato intorno al monumento
che si chiama
ora e sempre
RESISTENZA
mana di Peppino. Ma leggendo i documenti, si scopre un’altra storia, altrettanto bella ed emblematica, che il film (fermandosi ai funerali di Peppino) non poteva rappresentare: la tua storia e quella della tua famiglia in generale. Questo perché sembra che quel tragico 9 maggio abbia segnato anche la rottura definitiva della tua famiglia con quell’ambiente che aveva avvelenato la vostra esistenza. Rifuggendo l’ottica della vendetta personale e preferendo la strada della ricerca della Verità e di una corretta memoria, sembra abbiate segnato uno “stacco” importante per quella che è la cultura tradizionale siciliana…


