Come vi ho raccontato ho aderito allo shutdown day per disintossicarmi da questa moderna dipendenza, e per meglio riuscirci ho trascorso il week end in una comunità per il recupero di tossicodipendenti
Non sapevo bene cosa aspettarmi, ne avevo sentito parlare molto ma pensavo che non sarebbe stato facile. Quel poco di inquietudine che avevo mi è però passato presto e sono tornato a casa meravigliato e con un gran bel ricordo. Chi decide di lavorare lì (o in altri posti analoghi, come succede spessissimo agli operatori del sociale) accetta condizioni estreme di paghe, di orari e di responsabilità e senza dubbio si
logora. Ma fa anche un lavoro appassionante, adesso non ho più dubbi. E, in questo caso, sta in un gran bel posto!
Mi hanno stupito gli utenti, non avevo mai visto così tante persone povere tutte insieme. Povere non di soldi ma di strumenti critici, di capacità di relazionarsi, di riconoscere quello che succede a loro e alle persone intorno, di mettersi in discussione. Oh, non sto dicendo che siano vittime innocenti, c’è voluto un attimo per vederli mentire o usare questa loro debolezza senza troppi scrupoli. Ma cavoli, sono proprio poveri.
Nei due giorni trascorsi lì sono venuti a trovarci tanti “ex” che sono stati capaci di trasmettere un bel po’ di entusiasmo e anche di mettermi un po’ in crisi. Hanno mostrato davvero quella tremenda voglia di vivere che è il loro motto.
Ne voglio scrivere ancora, datemi il tempo di rielaborare un po’ quello che ho visto…
update 11.08.2008: su richiesta, ho rimosso alcuni dettagli sulla comunità

