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	<title>kr1zz &#187; Saharawi</title>
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		<title>La Questione Saharawi</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 04:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nico</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Questione saharawi: quanti di noi ne hanno mai sentito parlare?
Quanti telegiornali, hanno acceso i riflettori su di un conflitto che investe il Sahara Occidentale dal 1975?
Eppure, nonostante da quella data siano intervenute più di 100 Risoluzioni ONU e diverse altre decine fra Parlamento Europeo, Corte Internazionale dell&#8217;Aia, Organizzazione dell&#8217;Unità Africana ed altri Organismi internazionali, possiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Questione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Saharawi" title="il popolo sei Saharawi">saharawi</a></strong></em>: quanti di noi ne hanno mai sentito parlare?</p>
<p>Quanti telegiornali, hanno acceso i riflettori su di un conflitto che investe il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sahara_Occidentale" title="la regione del NordAfrica...">Sahara Occidentale</a> dal 1975?</p>
<p><span id="more-171"></span>Eppure, nonostante da quella data siano intervenute <strong>più di 100 Risoluzioni ONU</strong> e diverse altre decine fra Parlamento Europeo, Corte Internazionale dell&#8217;Aia, Organizzazione dell&#8217;Unità Africana ed altri Organismi internazionali, possiamo tranquillamente definire la storia del popolo saharawi e del suo mancato diritto all&#8217;autodeterminazione, una storia ampiamente dimenticata.</p>
<p>Il territorio del Sahara Occidentale, sponda atlantica dell&#8217;omonimo deserto, ai confini con Marocco, Mauritania ed Algeria, è flagellato da ormai troppo tempo, da una situazione di conflitto che investe l&#8217;intera Regione e che porta inevitabilmente la popolazione civile a subire con maggiore disagio condizioni di vita geograficamente già di per sé non facili.</p>
<p>Le radici del conflitto, possono essere fatte risalire al periodo coloniale, nella fattispecie, all&#8217;espansione della Corona Spagnola che, dal 1884, stabilì in quest&#8217;area una sua nuova provincia. In un primo periodo, la Spagna, mostrerà alterni interessamenti verso la colonia africana, fino a che, sul finire degli anni &#8217;40, non verranno scoperti gli enormi giacimenti di fosfati nella zona di Bou Craa, che porteranno il Governo di Madrid ad esercitare un maggior controllo sull&#8217;area, piegando facilmente le resistenze locali e sedentarizzando forzatamente le popolazioni autoctone (per tradizione nomadi), al fine di avviare lo sfruttamento degli stessi giacimenti minerari.</p>
<p>Con la Carta delle Nazioni Unite, si aprirà, diversi anni più tardi, un periodo di attenzioni specifiche in sede ONU nei confronti del Sahara Occidentale, che verrà quindi iscritto nei “territori da decolonizzare”, prevedendo per la popolazione autoctona, la possibilità delle esercizio del diritto all&#8217;autodeterminazione, come per tutti i territori fino a quel momento sotto dominio coloniale. L&#8217;autodeterminazione avrebbe potuto concretizzarsi attraverso diverse forme: l&#8217;emancipazione totale rispetto allo Stato di riferimento (così come avverrà per la maggior parte di questi territori); la possibilità di un&#8217;autonomia limitata, oppure nella costituzione di legami privilegiati con gli Stati confinanti.</p>
<p>Nonostante alcune riserve iniziali, la Spagna sembrò comprendere le ragioni che arrivavano delle Nazioni Unite e, nel 1974, avviò un censimento della popolazione al fine della realizzazione di un referendum sul futuro status dell&#8217;area. Questo “cedimento” nella politica coloniale spagnola, allertò i confinanti Marocco e Mauritania, che intravidero una golosa possibilità di espansione dei propri confini ed avviarono una serie di rivendicazioni territoriali sulle terre in gioco. In realtà, sia l&#8217;ONU che la Corte Internazionale dell&#8217;Aia, investite poi della questione, si esprimeranno con estrema chiarezza, nel senso del diritto all&#8217;autodeterminazione per il popolo saharawi, che abitava il Sahara Occidentale prima della arrivo degli spagnoli.</p>
<p>Nel 1975 la Spagna deciderà finalmente di lasciare il territorio, ma anziché rispettare i patti, presi in sede internazionale nei termini del referendum, siglerà un accordo segreto con Marocco e Mauritania (accordo tripartito di Madrid), condannando il Sahara Occidentale all&#8217;invasione militare di quest&#8217;ultimi e comportandone perciò l&#8217;occupazione e l&#8217;arbitraria annessione.<br />
Scoppierà così una guerra, che vedrà fronteggiarsi da un lato Marocco e Mauritania e dall&#8217;altro il Fronte Polisario, fronte di liberazione nazionale  (sostenuto diplomaticamente e militarmente dall&#8217;Algeria), rappresentante delle istanze del Popolo Saharawi. Questo periodo, che coinciderà con quello della Guerra Fredda, si protrarrà fino alla fine degli anni &#8217;80 e registrerà diversi momenti drammatici che vedranno il Polisario nella parte di Davide contro Golia e costringeranno la popolazione civile saharawi a fuggire, per rifugiarsi nella condizione di profughi, nel deserto algerino.</p>
<p>Nel 1979 la Mauritania deciderà per il ritiro, ratificando con il Polisario un accordo di pace, ma nel frattempo, sarà il Marocco ad invadere anche la zona precedentemente occupata dalla stessa Mauritania, iniziando altresì la costruzione di una serie di muri, a difesa del “proprio territorio”, che oggi superano i 2.700 Km e che dividono in due il Sahara Occidentale: la zona ad ovest (economicamente sfruttabile) controllata dal Marocco e quella ad est (decisamente più arida e improduttiva) sotto il controllo del Polisario.</p>
<p>Si dovrà attendere il 1988 per assistere al primo “piano di pace”, che prevederà il cessate il fuoco sotto il monitoraggio di una specifica Missione ONU (MINURSO) e l&#8217;organizzazione di un referendum in cui il Marocco accetterà la possibilità che la popolazione saharawi possa esprimersi sul proprio esercizio del diritto all&#8217;autodeterminazione. Gli anni a seguire, saranno tuttavia caratterizzati da tutta una serie di vani tentativi di organizzazione di questo referendum, non trovandosi mai un reciproco accordo sulle modalità di realizzazione. Il punto più controverso riguarderà in particolare i soggetti legittimati a votare. La proposta iniziale, che prendeva a riferimento la popolazione censita nel 1975 dalla Spagna, scontentava il Marocco che insisteva invece per estendere il diritto anche ai cosiddetti “coloni marocchini” (soggetti che, a seguito dell&#8217;occupazione, erano stati trasferiti dal Governo di Rabat).</p>
<p>La situazione porterà ad un&#8217;impasse ed a continui tentativi di conciliazione, fino agli anni novanta, quando si assisterà ad una nuova azione da parte del Segretario Generale delle Nazioni Unite, con la nomina di un inviato speciale per il Sahara Occidentale, nella persona di James Baker. Questi, abbandonerà in parte il piano del 1988, promuovendo invece un nuovo regolamento di pace finalizzato, anch&#8217;esso, l&#8217;organizzazione di un referendum (quindi venendo in questo senso incontro alle istanze dei saharawi), ma che tuttavia legittimasse al voto anche i soggetti residenti nel Sahara Occidentale dall&#8217;anno precedente all&#8217;organizzazione del voto (comprese quindi le migliaia e migliaia di coloni marocchini). Il piano, non troverà il consenso del Polisario, che giudicherà inaccettabili i continui invii di nuovi marocchini nei territori occupati, fattore che negli ultimi anni, aveva irrimediabilmente falsato l&#8217;assetto della popolazione originaria.</p>
<p>Nel 2003, si assiste quindi ad un&#8217;ennesima revisione del piano di pace, più incline alle istanze del Polisario, restringendo il requisito della residenza al 30.12.1999, ma incontrando fatalmente il diniego del Marocco che assumerà d&#8217;ora in poi una posizione piuttosto intransigente. Rabat, sosterrà di non poter mai accettare nessuna soluzione che preveda l&#8217;indipendenza del Sahara Occidentale, potendo concedere, al massimo, limitate forme di autonomia, all&#8217;interno comunque della Monarchia marocchina.</p>
<p>Arriviamo quindi ai giorni nostri, ed ai nuovi tentativi di negoziati diretti fra le parti per giungere ad una soluzione conciliante. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha adottato il 31 ottobre 2007, una Risoluzione che chiede la prosecuzione dei Negoziati fra il Marocco e il Fronte Polisario sul futuro del Sahara Occidentale. Nella sua Risoluzione, il Consiglio di Sicurezza, sollecita Marocco e Fronte Polisario a perseverare nella strada del dialogo e ad impegnarsi in negoziati sostanziali sul futuro del territorio. Questa Risoluzione, consolida la dinamica generale tra due cicli di negoziati diretti, precedentemente avviati fra le parti e sostiene la richiesta del Consiglio di Sicurezza di avviare negoziati sostanziali in occasione del terzo ciclo, da tenersi in termini brevi. Fronte Polisario e Marocco hanno avuto una prima serie di negoziati diretti, sotto l&#8217;egida dell&#8217;ONU, il 18 e il 19 giugno 2007, quindi il 10 e 11 agosto. Le parti hanno accettato di riunirsi nuovamente, non individuando tuttavia nessuna data. Il Polisario, rifiuta la proposta marocchina di autonomia all’interno della monarchia marocchina e richiede l&#8217;organizzazione del referendum di autodeterminazione nell&#8217;ex colonia spagnola, che darebbe ai saharawi la scelta fra tre opzioni: l&#8217;annessione al Marocco, l&#8217;autonomia o l&#8217;indipendenza.</p>
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		<title>Banda Brisca per Solidar Bus</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2008 21:38:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kr1zz</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 30 maggio alle ore 18 l&#8217;associazione Banda Brisca farà animazione per il progetto Solidar Bus: si balla nella sala Chiamata del porto. I partecipanti sono invitati a portare qualche genere alimentare che verrà destinato ai Saharawi (su cui Nicola deve sempre scrivermi un articolo   ). Per altre info vi rimando ai Creativi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.creatividellanottemusicforpeace.org/progetto2008.htm" title="solidarbus 2008"><img src="http://lh6.ggpht.com/cristiano.nattero/SD8iCXX1-lI/AAAAAAAABMk/Ul5sYIcWTKU/s400/solidarbus2008_small.gif" alt="solidar bus" vspace="5" width="159" align="left" height="105" hspace="5" /></a>Venerdì 30 maggio alle ore 18 l&#8217;associazione <strong><a href="http://www.bandabrisca.it/" title="musica tradizionale">Banda Brisca</a></strong> farà animazione per il progetto <strong><a href="http://www.creatividellanottemusicforpeace.org/progetto2008.htm" title="solidarbus 2008">Solidar Bus</a></strong>: si balla nella sala <em>Chiamata del porto</em>. I partecipanti sono invitati a portare qualche genere alimentare che verrà destinato ai <strong>Saharawi</strong> (su cui Nicola deve sempre scrivermi un articolo <img src='http://www.cristianonattero.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' />  ). Per altre info vi rimando ai <a href="http://www.creatividellanottemusicforpeace.org/" title="il progetto è loro">Creativi della Notte &#8211; Music for Peace</a>.</p>
<p>Ah, poi in serata in Via Bobbio c&#8217;è la <a href="http://www.bandabrisca.it/gruppodanze.php" title="guarda nel calendario...">festa</a> conclusiva della stagione invernale! <img src='http://www.cristianonattero.com/blog/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Update: <a href="http://liveinzena.wordpress.com/2008/05/26/zenazuena2008/" title="ZenaZuena2008">qui</a> il programma dettagliato&#8230;</p>
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